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I voti a favore sono stati 336

Caporalato: la Camera dà
ok alla legge sul contrasto

pomodori raccolti

ROMA - Via libera definitivo dell’Aula della Camera al disegno di legge sul contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo, detto ddl caporalato.
I voti a favore sono stati 336, nessun contrario, gli astenuti sono stati 25 (Forza Italia e Lega).

Al momento del voto erano in Aula i ministri dell’Agricoltura della Giustizia e dell’Ambiente, Martina, Orlando e Galletti.

IL MINISTRO MARTINA - "Lo Stato risponde in maniera netta e unita contro il caporalato, con questa nuova legge attesa da almeno cinque anni". Così il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, commentando il via libera della Camera alla norme contro il caporalato. "Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perchè sulla dignità delle persone non si tratta. E l’agricoltura si è messa alla testa di questo cambiamento, che serve anche a isolare chi sfrutta e salvaguardare le migliaia di aziende in regola che subiscono un’ingiusta concorrenza sleale. E’ ancora più importante - aggiunge - averla approvata oggi che la campagna agrumicola è alle porte. Ringrazio i parlamentari che hanno dato il loro contributo a raggiungere questo risultato. C'è tanto lavoro da fare e una legge da sola non basta, ma le direzione che abbiamo tracciato è inequivocabile. Dobbiamo lavorare uniti per non avere mai più schiavi nei campi. Tra le diverse novità - spiega Martina - è particolarmente importante il rafforzamento degli strumenti di contrasto civili e penali. Vengono colpiti i patrimoni con la confisca e viene resa più forte la rete del lavoro agricolo di qualità. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato in diverse direzioni nell’ottica del contrasto complessivo del fenomeno. I controlli sono aumentati del 59% in un anno e abbiamo reso operative task force nei territori a rischio dove le ispezioni vengono portate avanti da ispettori del Lavoro insieme a Carabinieri e Corpo forestale. Con la legge compiamo un passo in avanti cruciale", conclude il ministro. 

MONCALVO (COLDIRETTI) -  «Un passo determinante per dare dignità al lavoro nei campi che ora va tutelato anche per i prodotti importati che arrivano in Italia troppo spesso sottocosto proprio a causa dello sfruttamento, anche minorile, che si fa finta di non vedere solo perché avviene in Paesi lontani». E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in riferimento alla approvazione della legge sul caporalato. «E' necessaria - aggiunge Moncalvo - una azione di responsabilizzazione di tutta filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore che non è appunto possibile se le arance nei campi sono sottopagate a 7 centesimi al chilo e i pomodori poco di più».

CAMUSSO (CGIL) - «Finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata». Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo il via libero definitivo della Camera al disegno di legge di contrasto al caporalato.
«Una legge - aggiunge - fortemente voluta dalla Cgil, conquistata a prezzo di dure battaglie, di morti e di centinaia se non migliaia di uomini ridotti in condizioni di vera e propria schiavitù».
Dunque «ringraziamo il Parlamento - conclude il segretario della Cgil - per il lavoro svolto in Aula e nelle Commissioni di Camera e Senato che, con grande impegno, hanno elaborato, discusso e portato al voto un’ottima legge».

FURLAN (CISL) -  «E' davvero un fatto di grande importanza l’approvazione definitiva della legge contro il caporalato», che rappresenta «un vero traguardo di civiltà». Lo affermano in una nota congiunta la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, e il segretario generale della Fai-Cisl, Luigi Sbarra.

«Finalmente l’Italia guadagna una legislazione aggiornata, con norme penali stringenti e più forti strumenti di contrasto partecipato. Un vero traguardo di civiltà, frutto anche della mobilitazione della Cisl e della Fai, la categoria del settore agroalimentare, che da oltre un anno incalzano le istituzioni in tal senso. Va dato atto al governo, e in particolare ai ministri Martina e Orlando, di essersi mossi con la giusta sensibilità, sapendo ascoltare le ragioni del mondo del lavoro. Quella di oggi è davvero una bella giornata per l’Italia».

La legge, aggiungono, «dà risposte all’altezza di una sfida storica, inasprendo le sanzioni penali, estendendole anche alle realtà che utilizzano aguzzini e prevedendo la confisca dei beni ottenuti mediante sfruttamento. Sono innovazioni di grande rilievo che devono essere accompagnate da una seria e capillare azione di vigilanza e controllo da parte delle autorità preposte. La legge individua, tra l’altro, nella contrattazione e nella bilateralità due elementi centrali di una strategia che valorizza il ruolo del mondo del lavoro e dell’impresa». Insomma, «il risultato di oggi è motivo di orgoglio e di soddisfazione per tutto il Paese; ora l’azione di riforma e di progresso deve continuare sulla strada di un confronto responsabile con le parti sociali», concludono Furlan e Sbarra.

DON CIOTTI - «Un passo in avanti fondamentale, un provvedimento necessario che va a colmare una lacuna dell’attuale legislazione italiana sul caporalato». E’ quanto afferma in una nota Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera commentando l’approvazione della legge sul caporalato

«Oggi il fenomeno del caporalato e dell’intermediazione illecita di manodopera non riguarda solamente alcuni territori del Sud ma è in crescita ed è esteso ormai in tutta Italia. I numeri e le storie di negazione della dignità delle persone, contenute nei rapporti annuali sulle agromafie, impongono uno scatto in più da parte di tutti. La riforma approvata compie dei passi in avanti notevoli perché rafforza gli strumenti di contrasto civili e penali, colpendo i patrimoni con la confisca dei beni accumulati illecitamente. Per la prima volta, inoltre, si estendono le finalità del Fondo antitratta anche alle vittime del delitto di caporalato, considerata la omogeneità dell’offesa e la frequenza dei casi registrati in cui la vittima di tratta è anche vittima di sfruttamento del lavoro», ha aggiunto.
«Le vittime sono però non solo persone migranti, come il giovane albanese Hiso Telaray, ma anche donne italiane come Paola Clemente, la bracciante di 49 anni morta nei campi il 13 luglio dello scorso anno mentre era al lavoro in un vigneto ad Andria. Occorre, quindi, dare continuità e potenziare le azioni a tutela ed informazione ai lavoratori, nonché di promozione della cultura della salute e della sicurezza», ha concluso don Ciotti

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