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Atterra domani il razzo Proton

L'Europa su Marte
«partita» da Matera

L'Europa su Marte  «partita» da Matera

di Serafino Paternoster

MATERA - Da sempre l’umanità si è interrogata sulla possibilità dell’esistenza di forme di vita su altri pianeti. A partire da Marte che, forse per la sua originale conformazione e per il colore rosso della sua terra, ha da sempre suscitato la fantasia di scrittori, artisti, cineasti. È proprio intorno a quel pianeta che sono nati racconti immaginari, film fantascientifici che hanno provato a farci sognare. Ma presto dovremmo avere una risposta chiara e definitiva a questo grande interrogativo grazie anche al ruolo dell’Agenzia spaziale italiana e del centro di geodesia spaziale di Matera «Colombo». È qui che lavora Raffaele Mugnuolo, gravinese, ma ormai materano a tutti gli effetti, unità Osservazione ed esplorazione dell’Universo dell’ASI e responsabile per la partecipazione scientifica italiana al programma ExoMars.

Domani 19 ottobre, dopo aver percorso 500 milioni di chilometri, il razzo Proton atterrerà su Marte per cercare tracce organiche o forme di vita. Un altro grande traguardo del centro di Murgia Tirlecchia.

«Il programma ExoMars – spiega Mugnuolo – è il frutto di una collaborazione tra Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Roscosmos (Agenzia Spaziale Russa) e prevede l’esecuzione di due missioni sul pianeta rosso dedicate alla ricerca di tracce organiche che possano essere messe in relazione a forme di vita estinte».

La prima delle due missioni (ExoMars 2016), concluderà appunto domani il suo viaggio verso Marte. Un viaggio iniziato il 14 marzo 2016 quando alle ore 10.30 (orario dell’Europa centrale) il razzo «Proton» messo a disposizione da Roscosmos, fu lanciato dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan.

«La posizione vantaggiosa della Terra rispetto a Marte – afferma Mugnuolo - ha permesso di ridurre la durata del viaggio a circa 7 mesi per percorrere circa 500 milioni di Km».

La sonda ExoMars è composta da un satellite denominato Tgo (Trace Gas Orbiter) e da un elemento lander (Edm - Entry Descent Module) denominato Schiaparelli in onore allo scienziato italiano di fine ‘800, divenuto famoso per le sue osservazioni di strutture lineari sulla superficie del pianeta rosso. La sonda ha una coppia pannelli solari che si estendono per circa 8 metri ciascuno, pesa poco più di 4.300 Kg e ha dimensioni pari a 3,2m x 2m x 2m (con i pannelli solari richiusi).

«Il mio ruolo – spiega Mugnuolo - è quello di rappresentare l’ASI nel coordinare il team italiano che realizza la strumentazione scientifica e di garantire i rapporti con l'Agenzia Spaziale Europea e con gli altri partner internazionali che partecipano alla missione».

Giunta in prossimità di Marte, domenica scorsa, Schiaparelli si è separata dal satellite TGO e domani inizierà il suo ingresso nell’atmosfera marziana ad una velocità di circa 21.000Km/h, con la fase di discesa da una altitudine di 121Km, al termine della quale Schiaparelli si poserà sulla superficie marziana e potrà dare avvio alla sua missione scientifica.

Il satellite TGO nel frattempo si porterà in orbita attorno a Marte ad una altitudine di 400Km e da dicembre per iniziare le osservazioni scientifiche di Marte a distanza, fino alla fine del 2022. Il satellite TGO svolgerà anche funzioni di comunicazione, per la trasmissione di comandi e dati scientifici da/verso la Terra.

Il modulo Schiaparelli, è stato quasi tutto progettato e realizzato da industrie europee guidate dalla Thale Alenia Space – Italia (Torino). Anche la strumentazione scientifica a bordo di Schiaparelli è stata realizzata in Italia, come ad esempio lo strumento Dreams (Dust Characterisation, Risk Assessment, and Environment Analyser on the Martian Surface) che con i suoi di sensori permetterà di eseguire misure mai fatte in precedenza, progettato e realizzato dal Cisas dell’Università di Padova e dall’Osservatorio Astronomico Capodimonte (INAF), con il coordinamento dell’Agenzia Spaziale Italia. Dreams è frutto di una collaborazione scientifica internazionale coordinata dal team scientifico italiano.

Così come il retro-riflettore Innri (INstrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations), realizzato dall’Infn e dall’Asi, consentirà un posizionamento preciso sulla superficie marziana mediante tecniche di laser-ranging. Essendo un oggetto passivo, Inrri sopravvivrà per anni alla missione ExoMars, candidandosi a diventare il primo elemento di una rete geofisica marziana.

L’ASI è il maggiore contributore di tutto il programma ExoMars, che oltre alla missione in arrivo domani, prevede una seconda missione con un veicolo (Rover Module) il cui compito sarà quello di esplorare la superficie marziana ed effettuare misure scientifiche fino a due metri di profondità.

Ovviamente Mugnuolo è alle stelle, in tutti i sensi: «Sono molto emozionato perché ho iniziato a lavorare sul programma ExoMArs dal 2000. Il cammino è stato lungo e complicato come si può immaginare quando sono coinvolti gran parte degli Stati che fanno parte dell'ESA, un numero elevatissimo di scienziati a livello europeo, e un numero elevato di aziende e istituti a livello nazionale. Mi ritengo fortunato ad aver iniziato 16 anni fa ed essere ancora qui a vedere l’arrivo della prima delle due missioni europee su Marte».

Lo sguardo ora resta tutto rivolto a domani: «Non c’è nulla di scontato. L'ingresso nell'atmosfera marziana, la discesa, l'atterraggio sulla superficie presentano difficoltà elevatissime. Non vedo l’ora di assistere alla ricezione del primo segnale dopo l’arrivo».

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