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dipendenti sanitaservice

Brindisi, furti e truffe sui farmaci
in ospedale: 9 arresti, 46 indagati

In manette dipendenti della società partecipata della Asl addetti alla movimentazione di farmaci presso la farmacia ospedaliera e altri soggetti

ospedale perrino

Continue sparizioni di farmaci. Ma anche di pannolini, amuchina, guanti e rotoli di carta. E' dal 2014, secondo quanto accertato dai carabinieri del Nas di Taranto, che nei depositi dell’ospedale 'Perrinò di Brindisi, si registravano continui ammanchi di materiale sanitario. La denuncia è stata formalizzata dalla Asl lo scorso febbraio e nel corso delle indagini sono anche spuntati fuori i «furbetti» del cartellino, personale ausiliario che si assentava dal lavoro quasi sempre immediatamente dopo i furti. Molto probabilmente, ritiene quindi l’accusa, per occuparsi delle consegne del materiale rubato.

L’inchiesta del pm Valeria Farina Valaori ha portato all’esecuzione nei confronti di 10 persone, molte delle quali dipendenti Sanitaservice, società in house della Asl di Brindisi, di un’ordinanza di custodia cautelare per reati di furto, peculato, ricettazione e truffa aggravata, contestati a vario titolo. Ci sono anche 36 indagati in stato di libertà, presunti acquirenti di medicinali, per lo più antibiotici e pomate, a prezzi ridotti. O di presidi sanitari smistati illecitamente.

Nel corso delle perquisizioni eseguite all’alba dai Nas sono saltati fuori altri prodotti, tutti sottoposti a sequestro. Il provvedimento cautelare invece dispone per sette persone gli arresti domiciliari, per due in carcere e per uno l’obbligo di dimora. Otto sono uomini, due donne. Quasi tutti lavoratori della società in house in cui sono transitati tempo addietro i dipendenti di una appaltatrice con ruolo di portantini e incarico di trasportare farmaci e presidi nei reparti. L'inchiesta è stata eseguita tramite microcamere nascoste all’interno del nosocomio e intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno documentato il sistematico approvvigionamento di prodotti farmaceutici poi consegnati a domicilio da un ambulante di frutta e verdura e dai suoi famigliari.

A quanto stimato il danno provocato alla Asl, il cui direttore generale Giuseppe Pasqualone ha formulato denuncia, sarebbe quantificabile in circa 100.000 euro nel periodo d’inchiesta, 40.000 soltanto negli ultimi tre mesi.

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