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Iniziativa del Fai

Lecce, viaggio teatrale
nel cimitero «nascosto»

Un'occasione per scoprire le bellezze artistiche e architettoniche

Lecce, viaggio teatralenel cimitero «nascosto»

«Belli da morire» è il titolo del viaggio teatrale alla scoperta della parte antica e monumentale del cimitero di Lecce, un labirinto architettonico e scultoreo di decorazioni, memorie, retoriche, affetti, nostalgie, attestazioni di fede e sommesse laicità. L’iniziativa è del Fondo per l’ambiente italiano (Fai), in occasione delle Giornate Fai d’autunno.
Dalle 10 alle 16 si potrà scoprire la bellezza della chiesa dei santi Niccolò e Cataldo, all’interno della «città dei morti» che ha cominciato a prendere forma alla metà dell’Ottocento, attigua all’ex Monastero degli Olivetani. Le visite saranno guidate dagli «apprendisti ciceroni», studenti del liceo Scientifico statale «De Giorgi» di Lecce, e dagli studenti tirocinanti del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento, coordinati dagli operatori della Compagnia Factory Transadriatica, Tonio De Nitto e Fabio Tinella.
Con il coordinamento letterario e organizzativo di Giovanna Cesano, Adriana Greco e Marcella Innocente, torneranno alla memoria figure eminenti della cultura cittadina. Da Tito Schipa a Vittorio Bodini per risalire nel tempo al mondo delle arti figurative con Michele Massari, Eugenio Maccagnani, Giuseppe De Cupertinis, senza dimenticare la figura politica e intellettuale di Giuseppe Libertini.
È un’occasione veramente importante per visitare la chiesa che, nonostante il rilevante valore architettonico ed artistico, è accessibile soltanto durante le funzioni religiose, alle 15.45 del sabato ed alle 9 della domenica.
Anche il cimitero, pur essendo accessibile, resta sconosciuto ai più, frequentato soltanto da chi ha un interesse personale e diretto. Invece, anche architettonicamente e artisticamente, è un pezzo di storia della città, peraltro scenario di un racconto di Vittorio Bodini, dove si possono ammirare opere frutto della lavorazione tradizionale della pietra leccese e del ferro battuto, alle quali si affiancano quelle più moderne in ghisa e in marmo.

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