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Due vertenze tarantine

Finmeccanica, ok stabilizzazioni
Cementir, licenziamenti indotto

Ex Alenia: risolta la questione interinali. Cementir, oltre a 47 lavoratori diretti, a rishcio 15 posti Pulisan

Nel corso della riunione odierna tra i rappresentanti di Leonardo Finmeccanica (ex Alenia) e le organizzazioni sindacali, tenutasi nel sito di Grottaglie, l'azienda ha confermato «le stabilizzazioni degli interinali (già dal primo novembre, poi primo dicembre e fino al 2017), come condiviso con le organizzazioni sindacali». Lo rende noto il segretario della Fim Cisl Taranto-Brindisi, Valerio D’Alò, precisando che è emersa anche «la volontà aziendale di proseguire l’insourcing (il trasferimento all’interno di un’azienda di servizi e funzioni precedentemente appaltati a fornitori esterni, ndr) delle attività di lavorazione in essere. La nota positiva riguarda la diminuzione delle perdite di circa 100 milioni di euro». La Fim Cisl ha peraltro «espresso perplessità - aggiunge D’Alò - sulla partita dell’inquadramento professionale, perché sia al più presto riportato all’interno di un sistema di regole contrattuali e non 'ad personam'. A tutela delle ditte di appalto del settore aeronautico, già per il prossimo 24 ottobre siamo stati convocati in Regione Puglia, per discutere del futuro delle aziende in questione e di eventuali coperture in ammortizzatori sociali durante questo difficile percorso transitorio».

La Fisascat Cisl Taranto-Brindisi, invece, in seguito all’annunciato licenziamento, presso la Cementir di Taranto, di 47 dipendenti diretti - sui complessivi 106 previsti in altri siti produttivi nazionali del Gruppo Caltagirone - manifesta preoccupazione e chiede garanzie anche per i 15 dipendenti della Pulisan, azienda titolare di appalto presso lo stesso stabilimento per i servizi di pulizia civile e industriale, che analogamente rischiano il posto di lavoro. "Anche questi lavoratori, inquadrati contrattualmente - sottolinea La Fisascat - nel settore pulizie civili e industriali, hanno la stessa dignità di tutti gli altri per i quali in queste ore si stanno moltiplicando legittime iniziative nazionali e territoriali di mobilitazione tese a scongiurare i preannunciati licenziamenti. Purtroppo, però, a differenza dei lavoratori inquadrati come Edili, essi non potrebbero godere di ammortizzatori, quali cassa integrazione o mobilità, in caso di parziale o totale chiusura del Gruppo alla mediazione governativa». L’organizzazione sindacale auspica che «il Tavolo ministeriale autorizzi a loro favore un ristoro sociale alternativo».

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