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Sabato 18 Novembre 2017 | 11:04

Gifuni e Marrone alle «Vie del Festival»

Roma, due pugliesi
per Shakespeare

Roma, due pugliesi  per Shakespeare

Rino Marrone

di Osvaldo Scorrano

Si è conclusa a Roma, alla sala Petrassi dell’Auditorium - Parco della Musica, la XXIII edizione delle «Vie del Festival», con una serata speciale che coniugava prosa e musica. In scena, infatti, c’era La tragedia di Amleto principe di Danimarca di Shakespeare nella drammaturgia approntata dall’attore foggiano Fabrizio Gifuni e la consulenza musicale del direttore barese Rino Marrone. I due artisti pugliesi hanno reso omaggio al grande Shakespeare, a 400 ani dalla sua scomparsa, affrontando uno dei suoi testi più rappresentativi: Fabrizio Gifuni mettendovi la sua voce autorevole e la sua particolare rielaborazione della tragedia shakespeariana e il direttore Rino Marrone tutta la conoscenza musicale alla guida dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese.

«Il Concerto per Amleto nasce dal connubio tra una drammaturgia teatrale e musicale scritto a quattro mani tra me e l’attore Fabrizio Gifuni», dice Rino Marrone, che per più di dieci anni è stato direttore artistico dell’allora Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari ed ora guida il Collegium Musicum, l’ensemble che tiene alto il valore della musica del capoluogo pugliese.

«Il nostro è stato un incontro fortunato - prosegue Marrone - propiziato dalle rispettive attività, perché lui è davvero un attore di rango con una voce preziosa e persuasiva ed ha fatto un bellissimo lavoro sia come attore che come drammaturgo, unendo le musiche di Dmitrij Shostakovic alle alte parole della tragedia shakespeariana».

Gifuni, come attore, è partito dalla sua straordinaria esperienza vissuta all’inizio degli Anni ‘90 con il ciclo triennale di lezioni d’Arte tenute da Orazio Costa interamente dedicate al testo shakespeariano passando per le note interpretazioni gaddiane del pluripremiato spettacolo L’ingegnere Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Piroputirro - più di 20 repliche in Italia e all’estero a partire dal 2010 - fino al recentissimo omaggio ad Amleto presentato al Lingotto di Torino per la XXIV edizione del Salone del Libro torinese e dagli spettacoli su Pasolini.

«L’Amleto di Shakespeare rappresenta per Fabrizio Gifuni – dichiara Rino Marrone - un’officina di lavoro sempre aperta e le molteplici voci del Principe di Danimarca si intrecciano al potente affresco sonoro che Shostakovic dedicò alla tragedia shakespeariano in due diverse occasioni. La prima, l’op. 32, datata 1932, è una suite tratta dalle musiche di scena per un’edizione di Amleto curata dal regista-scenografo Nicolai Akimov. La seconda, l’op 116, è un’opera risalente al 1964, fu commissionata dal regista Grigori Kozintsen per il film Amleto, che si avvaleva del prezioso adattamento di Boris Pasternak. Il mio lavoro è stato quello di far da cerniera tra le due partiture di Shostakovic e se la partitura scritta per il teatro risente di un organico più ridotto e si basa su una musica più concentrata, quella per il film è per grande orchestra, più imponente, ma entrambe sono di grande valore evocano spettri, nevrosi e malinconie e si fronteggiano come in un gioco».

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