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buche «d'oro»

casse comunali... colabrodo

buche «d'oro»

di Pierluigi Potì

BRINDISI - Anno nuovo... stesso copione: migliaia e migliaia di euro a cui il Comune deve far fronte in relazione alle richieste di risarcimento danni a seguito di cadute rovinose o di incidenti in auto provocati da strade e marciapiedi in dissesto.

Anche il 2016 è iniziato sotto la... peggiore stella e alle tante cause già pendenti - tra cui anche una “milionaria”, instaurata da un motociclista rimasto vittima circa due anni fa di un grave sinistro in via Maestri del Lavoro (la prosecuzione di Ruggero De Simone), a seguito del quale ha avanzato formale richiesta, a titolo di ristoro delle lesioni fisiche subite per colpa «dei solchi e delle sconnessioni del manto stradale, non ripristinato a regola d’arte dopo l’esecuzione dei lavori di interramento», di un importo pari a 941mila euro - se ne aggiungono tante altre, con la prospettiva di dover far fronte economicamente a diverse pronunce sfavorevoli.

La casistica, in tal senso, è ampia e variegata e, di recente come detto, si è arricchita di nuove “entrate”. Basta, del resto, dare un’occhiata all’albo pretorio sul sito istituzionale del Comune per accorgersi che i giudizi innanzi al Giudice di Pace (ma anche davanti al Tribunale, adito nei casi in cui le richieste di risarcimento sono più consistenti) sono quasi... all’ordine del giorno.

Solo in termini di liquidazione di somme derivanti da sentenze (se non proprio da atti di precetto), la scorsa settimana - nel giro di appena tre giorni - l’Amministrazione comunale (e, nello specifico, il Settore Lavori Pubblici) ha dovuto impegnare il complessivo importo di oltre 14mila euro. Il tutto senza... battere ciglio, trattandosi - come detto - di adempimenti derivanti da pronunce dei giudici. La cifra più alta (9.889 euro) è stata liquidata ad una donna che ha chiesto il ristoro dei danni fisici riportati in conseguenza di una caduta in viale Leonardo da Vinci (rione Sant’Elia) a causa del marciapiede sconnesso. In realtà, alla malcapitata signora sono entrati in tasca solo 7.209 euro, a cui si sono aggiunti quasi 2.700 euro di spese di lite, onorario, Iva e Cap.

Trascorsi due giorni ed ecco una nuova determina dirigenziale finalizzata a liquidare la somma di 2.824 euro a favore di un’altra signora, caduta rovinosamente a causa di una buca non segnalata sul marciapiede: in questo caso, tra spese di lite, onorario e quant’altro il Comune ha dovuto sborsare ben 1.768 euro, mentre la donna ha intascato “appena” 1.056 euro. Nella stessa giornata, è stato liquidata altresì la somma di 582 euro relativa ad un atto di precetto presentato dal legale di una donna (alla quale in precedenza era stato versato l’importo di 2.432 euro a titolo di risarcimento danni riconosciuto dal Giudice di Pace, sempre per una caduta) in riferimento alle spese relative alla consulenza tecnica d’ufficio.

Ma non è finita qui: sempre nei giorni scorsi, la Giunta ha deliberato la resistenza in giudizio rispetto a tre citazioni promosse da altrettanti cittadini (in due casi caduti per il terreno sconnesso, nell’altro travolto dal cancello del “Dog Park”), sebbene in questi casi gli stessi non abbiano quantificato il danno riportato, rimettendosi alla discrezionalità del Giudice di Pace. “Ciliegina sulla torta”, la richiesta di danni patrimoniali avanzata da un motociclista, il quale ha dapprima vinto la causa per il ristoro dei danni non patrimoniali e ora ha bussato “a denari” in relazione ai danni subiti dal mezzo a due ruote (5.800 euro), citando il Comune dinanzi alla Corte d’Appello di Lecce (avendo perso il giudizio di primo grado).

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