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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 08:40

L'assemblea del 12 a Bari

Presidenza Anci, Decaro
è pronto. I dubbi del M5S

Presidenza Anzi, Decaroè pronto. I dubbi del M5S

Era partita come «corsa a tre» ma a pochi giorni dall’Assemblea dell’Anci, la designazione del nuovo presidente dell’Associazione dei comuni italiani è decisa: il posto sarà ricoperto da Antonio Decaro, sindaco di Bari, e ad eleggerlo sarà l’Assemblea annuale e congressuale che quest’anno si svolgerà proprio a Bari da mercoledì 12 a venerdì 14 ottobre in Fiera del Levante. Un parterre de roi acclamerà il nuovo presidente: oltre al premier (che sarà a Bari giovedì) l’inaugurazione della tre giorni è affidata al Capo dello Stato Mattarella, seguito da mezzo governo: sfileranno i ministri Alfano (Interni), Orlando (Giustizia), Costa (Affari regionali), Madia (Semplificazione e Pa), Delrio (Trasporti), Giannini (Istruzione), Poletti (Lavoro e Politiche sociali), Lorenzin (Salute), Martina (Politiche agricole), Pinotti (Difesa), Calenda (Sviluppo economico) e Galletti (Ambiente). In agenda il potere e l’autonomia dei comuni, sempre più stretti dai vincoli finanziari del Patto di Stabilità e dal blocco del turn-over nel personale. «L’associazione ha bisogno di un presidente autorevole», aveva scandito l’uscnete Piero Fassino subito dopo la sconfitta subìta a Torino dalla neo-sindaca Cinque Stelle Appendino. Ed è questa la missione affidata a Decaro: essere sì rispettato e cordiale nei rapporti col governo Renzi, ma anche autonomo quanto basta per garantire ai sindaci quella «autonomia e flessibilità» che vanno chiedendo da tempo.

A scendere in campo per la sfida, fino a pochi giorni fa, erano tre candidati: il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, il sindaco di Catania Enzo Bianco, già ministro dell’Interno e più volte primo cittadino di Catania e quello di Bari, Decaro appunto. Ma proprio in questi giorni Ricci, entrato nella segreteria nazionale del Pd come responsabile degli Enti locali, si è tirato fuori dalla corsa e si è espresso chiaramente a favore di Decaro auspicando che «si possa arrivare a una piena convergenza istituzionale su di lui». Chiaro l’intento del premier Matteo Renzi di voler spianare la strada al sindaco della città metropolitana di Bari affidando a Ricci l’incarico di peso nel partito. Anche Bianco ha ritirato la corsa alla presidenza, quando - secondo alcune ricostruzioni - avrebbe compreso che i sindaci Cinque Stelle non ritenevano il suo nome «alternativo» a quello del «renziano» Decaro. In pratica, al netto della spinta su Decaro che è arrivata sia da sindaci di centrodestra (Venezia) che da primi cittadini del centrosinistra (Bologna) non proprio vicini a Renzi, i grillini non ritenevano che Bianco potesse dare all’Anci migliori garanzie di autonomia dal Governo rispetto al primo cittadino di Bari. Quanto ai sindaci di centrodestra, chiedono a chi guiderà l’Anci maggiore autonomia rispetto alle politiche renziane. A cominciare dal primo cittadino di Lecce, Paolo Perrone, che proprio nella fase transitoria ha assunto ruolo di reggenza per conto di Fassino e che, a giudicare i sondaggi di questi giorni, è al secondo posto in Italia per indice di gradimento dei cittadini. Richiesta, quella dell’autonomia, che in questi mesi è arrivata da più parti, soprattutto dagi anti-renziani: in prima fila il primo cittadino di Napoli, De Magistris, così come gli esponenti Cinque stelle attuali o ex (il sindaco di Parma). «Se vogliamo ripartire dai Comuni - ha detto Pizzarotti - serve più potere».

È proprio l’atteggiamento dei sindaci M5S a lasciare ancora alcune incognite sull’appuntamento di Bari. Oggi i sindaci grillini saranno a Montecitorio per un’assemblea col vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: devono decidere se astenersi al voto, in modo da lasciarsi mani libere nell’Associazione, o se prevedere l’uscita in blocco dall’Anci. Una diaspora che peserebbe non poco sulla volontà di Decaro di tenere dentro tutti ed essere «rappresentativo di tutti». Chissà che diranno i due sindaci geograficamente più vicini al presidente in pectore dell’Anci, Raimondo Innamorato (Noicattaro) e Vito Parisi (Ginosa).

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