Sabato 21 Luglio 2018 | 17:45

polemiche

«Senatore era un fascista
non gli si può intitolare
una strada di Barletta»

Domenico Senatore

BARLETTA - «Apprendo dalla stampa che la Giunta comunale, all’unanimità, su proposta della Commissione toponomastica, ha deliberato di intitolare una strada della nostra città (il cui gonfalone si fregia di due medaglie d’oro per la Resistenza: sarebbe bene non dimenticarlo) al Tenente colonnello Domenico Senatore che, stando alle scarne notizie reperite “A partire dal 1939, eseguì missioni segrete per il governo … prese parte a missioni di bombardamento in Tunisia, Egitto ... allo sbarco nell'isola di Corfù (durante la campagna di Grecia), trasportando truppe destinate all'occupazione di Cefalonia e Zante ... Partecipò a bombardamenti su Malta, Giaffa, Tobruk, Caifa, Patrasso …”. Sarà mia cura approfondire le ricerche e acquisire informazioni che mi consentano di comprendere le ragioni che hanno portato la Giunta comunale ad adottare detta delibera».

Così il professor Roberto Tarantino, presidente dell’Anpi - Associazione nazionale partigiani di Italia - «Francesco Gammarota» della provincia Bat in una missiva al sindaco Pasquale Cascella dopo le rimostranze espresse prima dal consigliere socialista Cosimo Cannito con una interrogazione e poi da chiede Maria Campese consigliera comunale di Sinistra Unita – Sinistra Italiana.
E poi: «Al momento, tali ragioni mi appaiono oscure e incomprensibili e – soprattutto – incompatibili con la storia delle persone e con gli eventi che hanno visto Barletta, nel settembre 1943, rendersi protagonista di gloriosi episodi che – finalmente, dopo anni di menzogne e mistificazioni – sono da tutti conosciuti e ricordati. Al momento restano sconcerto e amarezza in me e in tutti i cittadini che – ancora oggi – intendono custodire la memoria di chi, nel momento delle scelte, seppe fare quelle giuste; di chi seppe schierarsi dalla parte di coloro che combattevano contro la belva nazista e fascista; di chi ci ha consegnato – dopo il buio del Ventennio – un’Italia libera e democratica».

Tarantino precisa che: «Per me e per tanti altri, i Padri della Patria, le donne e gli uomini da indicare ad esempio, restano i Partigiani, le tante vittime delle stragi nazifasciste, i condannati a morte della Resistenza, i militari internati nei campi di concentramento tedeschi che trovarono il coraggio di resistere e di dire no alle proposte di adesione alla Repubblica sociale di Salò. Sono queste le persone che fanno parte della mia memoria e che cerco di onorare tutti i giorni e non solo quando c’è un palco montato, una fanfara, un pubblico che applaude».
La conclusione: «Mi auguro sindaco Cascella e assessori che l’adozione della delibera sia stata frutto di una errata valutazione, di una superficiale e frettolosa o della omessa lettura degli atti a supporto della proposta di intitolazione e che possiate riflettere e ritornare su quanto deliberato. Vi sarei grato se voleste dare riscontro alla presente nota e fornirmi copia del verbale della Commissione toponomastica con la documentazione relativa alla proposta discussa in Giunta».

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