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l'allarme

«Fumi dalla Timac
e solo risposte evasive»

industria Timac Barletta

BARLETTA - Timac, proroga della bonifica e fumi provenienti dallo stabilimento in via Trani. Si scalda la polemica dopo l’intervento di Andrea Camaiora (Gazzetta di ieri), portavoce dell’azienda.

I FUMI DAI CAMINI - Sottolinea l’avv. Michele Cianci, preidente del Comitato operazione aria pulita Bat: «Dice la Timac: "ciò che fuoriesce dai camini del nostro stabilimento è solo vapore acqueo". Non si può non rimanere profondamente delusi dalla risposta, non foss'altro perché, sin dalla scuola dell'infanzia, abbiamo imparato che il vapore acqueo è uno stato dell'acqua (H2O) che risulta insapore, incolore e soprattutto inodore. Non pare che sia sufficiente affiggere sotto la ciminiera un cartello recante la scritta "Vapore acqueo” o continuare ad insistere che le emissioni siano tali, per convincere le migliaia di persone che accusano il disagio olfattivo sparso a piene mani nelal zona industriale e no di Barletta».

TELECAMERE E INFRAROSSI - Cianci prosegue: «Tali affermazioni offendono non solo tutti i cittadini, ma sono vere e proprie pronunce contro la chimica. Noi dovremmo, poi, rassicurarci per il fatto che per 6 mesi la Procura di Trani ha puntato telecamere a infrarossi sui camini dell’azienda? Ora, da quando in qua le telecamere ad infrarossi possono determinare la composizione chimica dei fumi?».
Ancora: «Per quanto riguarda i controlli del Centro nazionale ricerche, tali verifiche sono state rivolte esclusivamente al monitoraggio della falda e non per alle emissioni diffuse dallo stabilimento. E, poi, sarebbe curioso conoscere come può una Procura violare il segreto istruttorio e comunicare all’azienda i dati del monitoraggio prima ancora dell'avviso di conclusione delle indagini ovvero della richiesta di archiviazione».
«I comunicati, studiati a tavolino da professionisti di comunicazione o, per usare termini più tecnici ed ultramoderni, litigation esperti di pubbliche relazioni o spin doctor - aggiunge l’avv. Cianci - non fugano alcun dubbio sul fatto che l’azienda in questione impregna l'aria di Barletta con sgradevoli odori, che per di più irritano le vie respiratorie di chi le inala».

I COMITATI E I «MISTERI» - Conclusione: «Per quanto riguarda l'affermazione secondo cui “ancora oggi all’attenzione di comitati e stampa vi sia la nostra azienda, mentre sull’identità del vero inquinatore dell’area regnano sovrani il mistero, la disinformazione e l’omertà”, forse disinformazione, mistero e omertà abitano dalle parti della azienda di via Trani, perché da quanto quanto viene detto si evincerebbe che lorsignori sanno qualcosa che noi non sappiamo e che non vogliono dirla, restando sempre sul vago. E tutto questo configurerebbe "capacità di dialogo e volontà di trasparenza"? Noi non siamo quelli che gridano "al lupo al lupo", perché i problemi fisici lì riscontriamo quotidianamente: piuttosto dobbiamo essere vigili nei confronti della volpe che quando non arriva all'uva dice che è acerba. Ora, se qualcuno si ritiene diffamato, proceda pure a depositare querele, così come avete già fatto in precedenza, ma non le rimettete, perché io, ancora una volta, non accetterò la remissione. L’atteggiamento dell’azienda è dichiaratamente di scontro non di dialogo: anche adesso».

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