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statale 275

Si riaprono i giochi
sulla Maglie-Leuca

In seguito alla decisione di Anas potrebbe rientrare in partita anche la Cmc, quinta classificata nella gara

mauro ciardo

L’autotutela di Anas sulla 275 apre le porte a nuovi scenari e non è escluso il ritorno in campo della Cmc.

Potrebbe essere anche la quinta classificata nella graduatoria per i lavori di raddoppio della Maglie-Leuca ad aggiudicarsi la realizzazione della più grande infrastruttura del Sud Salento. Quando Anas bandì la gara d’appalto per l’ammodernamento e l’adeguamento della statale, inserita come opera strategica nel corridoio internodale Adriatico 8, presentarono la domanda di partecipazione decine di aziende e raggruppamenti. Di questi 26 vennero ammessi subito e altri sei con riserva ma alla fine solo in 12 presentarono un’offerta e gareggiarono. La graduatoria venne resa pubblica nell’aprile 2012 e la prima aggiudicazione andò all’ati Uniland-Ccc-Aleandri-Igeco, che offrì un ribasso del 44,88 per cento su un totale stimato di 200 milioni di euro e con cui Anas firmò il contratto nell’agosto successivo. Al secondo posto si classificò l’ati Grandi lavori Fincosit-Socostramo (ribasso del 41,32 per cento), al terzo l’ati Salini-Ircop (40,99), al quarto il raggruppamento Matarrese-Coedisal Palumbo (35,33) e al quinto la Cmc (34,64). Nel luglio 2014 il Consiglio di Stato ha rilevato “macroscopiche illegittimità” nella documentazione presentata dalle prime tre concorrenti e la Matarrese ha visto ribaltare la graduatoria a suo favore diventando la nuova aggiudicataria nel marzo 2015, ma quando sono emerse in capo a quest’ultima polizze assicurative fasulle (nonostante le denunce presentate alle forze dell’ordine) la Ccc nel frattempo subentrata come mandataria alla Uniland ha stigmatizzato il comportamento degli avversari.

La Ccc con un ricorso portò i giudici amministrativi ad esprimersi sul potere di autotutela di Anas e i togati stabilirono che l’Azienda per le strade poteva esercitarlo ma doveva motivare il provvedimento, quindi venne ripristinata l’aggiudicazione a suo favore.

Il 31 agosto scorso tutte le prime quattro ati in graduatoria sono finite nel mirino dell’Autorità anticorruzione che ha rimproverato ad Anas un comportamento scorretto in fase di commissione di gara. Anas deve ancora sciogliere la riserva su chi eseguirà l’opera, sulla cui realizzazione ha garantito direttamente il Governo. Nel frattempo la Direzione appalti e acquisti dell’Anas ha riavviato il procedimento per annullare l’aggiudicazione alla Ccc comunicando questa mossa sia al Compartimento viabilità di Bari che a tutti i concorrenti in gara. Proprio questo passaggio rimescola le carte, visto che potrebbe rientrare nella partita la Cmc, la Cooperativa costruttori cementisti di Ravenna che finora è rimasta alla finestra a guardare. La Ccc punta sul fatto che la nuova normativa sugli appalti pubblici vieta espressamente l’esercizio dell’autotutela trascorsi 18 mesi dalla data di adozione dell’atto da autoannullare. La Matarrese, forte della sentenza di Palazzo Spada, minimizzerà la condotta sulle polizze sostenendo di essere stata truffata e che l’Anac non ha riscontrato nulla di illecito nei suoi confronti. «Il parere espresso da Anac – spiega l’avvocato Pietro Quinto – non è vincolante perché si riferisce ad un appalto bandito prima dell’entrata in vigore del Nuovo Codice degli appalti avvenuta il 18 aprile scorso. Nel Codice c’è una norma, la 211, che è molto contestata perché prevede una “raccomandazione vincolante” su cui lo stesso Consiglio di Stato si è espresso negativamente, visto che si rischia di minare l’equilibrio dei poteri istituzionali. La raccomandazione “a esercitare l’autotutela” – prosegue il legale – se non verrà applicata rischia infatti di procurare sanzioni sia in capo al funzionario che alla stazione appaltante. Resta poi valida la possibilità di insorgere da parte di chi subisce il provvedimento di autotutela, quindi questa attività diventerebbe paragiurisdizionale e lo stesso Governo sta valutando di abrogarla nel primo decreto correttivo del Codice».

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Commenti all'articolo

  • Carlo Smohalla

    Carlo Smohalla

    18 Settembre 2016 - 22:10

    O le cifre per fare la strada sono gonfiati perché i soldi sono solo dei cittadini o i ribassi sono esagerati e non dovrebbero permettere di fare i lavori. - - Solite cose all'italiana maniera.

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