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Segregata a Foggia

Romena ridotta in schiavitù
arrestato un connazionale

polizia

TERMOLI (CAMPOBASSO) - Era arrivata in Italia dalla Romania con l’intenzione di lavorare come badante ed invece è finita rinchiusa in un casolare abbandonato di Foggia, segregata e costretta a prostituirsi tra il capoluogo pugliese, Potenza e Termoli. A salvare una romena di 28 anni dal degrado e dalla strada, sono stati gli agenti del Commissariato di Termoli insieme alla Squadra Mobile foggiana nell’ambito di un’indagine internazionale, tuttora in corso, che ha portato fino a questo momento all’arresto di una romena di 24 anni con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. A carico della straniera anche le ipotesi di reato di riduzione in schiavitù, sequestro di persona e violazione dell’ordine di allontanamento dal territorio nazionale.

I poliziotti, nel corso di un controllo l’8 settembre scorso, hanno notato la ventottenne seduta su una panchina nel parco ed è stata sottoposta ad un controllo. La giovane è stata, a quel punto, subito avvicinata dalla connazionale ventiquattrenne presentatasi prima come sorella, poi come amica, cercando di condizionare le risposte della ventottenne. Gli agenti, già insospettiti, hanno condotto entrambe in Commissariato dove sono stati effettuati ulteriori accertamenti e verificata la violazione da parte della romena più giovane dell’inottemperanza di un ordine di allontanamento dal territorio nazionale della Prefettura di Foggia. Nel corso dell’interrogatorio, la ventottenne ha trovato il coraggio di confessare la drammatica situazione che stava vivendo dal suo arrivo in Italia, avvenuto il 30 agosto scorso.

A questo punto il dirigente della Polizia termolese, Sullo, in stretto contatto con il capo della Mobile di Foggia, Roberto Giuseppe Petitto, ha chiuso il cerchio attorno alla romena, fermata per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il Tribunale di Larino ha convalidato il provvedimento e la competenza del caso è passata alla Procura di Bari mentre l’arrestata è stata trasferita nel carcere di Foggia. La vittima che si trova in una situazione critica per le durissime prove subìte a causa della segregazione in un casolare in precarie condizioni igienico-sanitarie ma anche dell’attività collegata alla prostituzione, si trova in un luogo protetto.

La giovane, madre di bimbi piccoli, era arrivata in Italia per poter lavorare e a mantenere i figli. A collaborare alle indagini, anche un’associazione di volontariato romena di Harad, la città dove risiede la ventottenne la quale, attraverso un cellulare che era riuscita a mantenere, aveva inviato di nascosto un sms alla sorella in Romania. Questa attraverso l'associazione, era riuscita poi a lanciare l’allarme sul caso alla Polizia di Stato. L’inchiesta, tuttora in corso, punta a smascherare l’intera banda criminale.

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