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Cambio di proprietà

Sud-Est, slitta a fine ottobre
acquisizione Ferrovie dello Stato

Ma il passaggio è stato già inserito nel piano industriale del gruppo

Sud Est, Delrionomina i commissari

La partita del cambio di proprietà non si è ancora conclusa. Il cda del gruppo Ferrovie dello Stato ieri ha approvato il piano industriale, ma non la formale acquisizione di Ferrovie Sud Est che slitta dunque a fine ottobre per motivi procedurali. Tuttavia nel piano industriale (che verrà presentato il 28 settembre al ministero dell’Economia) è inserito il passaggio di Sud Est a Fs a partire dal primo gennaio 2017. Ed è su questo che ora il commissario Andrea Viero dovrà puntare per scongiurare il fallimento.

L’udienza davanti al Tribunale di Bari per discutere della richiesta di fallimento presentata dalla Procura è slittata al 23 settembre, perché è stato nominato un nuovo giudice (Giuseppe Rana al posto di Sergio Cassano). In quella occasione, le Sud Est depositeranno proprio il piano industriale di Fs chiedendo poi un rinvio a dopo la seduta del cda programmata per fine ottobre.

L’azienda guidata da Renato Mazzoncini non ha completato gli adempimenti concordati con il ministro Graziano Delrio per due motivi: primo, la mancanza del parere da parte dell’Antitrust. Secondo, il fatto che Kpmg ha depositato la due diligence sui conti di Sud Est solo pochi giorni fa: vi si legge, ma è un dettaglio che non incide sul trasferimento di proprietà, che il patrimonio netto dell’azienda è negativo per 202 milioni, ovvero 16 in più rispetto alle ipotesi di Sud Est. La differenza è dovuta a una contabilizzazione delle imposte anticipate che Kpmg non ha ritenuto appropriata.

Da ambienti ministeriali trapela tuttavia una discreta soddisfazione: la strada - è il ragionamento - è stata tracciata, e Sud Est verrà trasferita come previsto a Ferrovie dello Stato. La holding - che si prepara alla privatizzazione - dovrà anche farsi carico di ricapitalizzare Sud Est, e questo è il passaggio centrale di tutta l’operazione. Solo così, infatti, sarà possibile convincere il Tribunale che la società barese non merita di fallire come invece chiedono i pubblici ministeri nell’ambito delle indagini sul saccheggio dell’ultimo decennio.

m.s.

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