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Si smantella ex tribunale
per creare un nuovo parco

Parco Aurora, via alla demolizione dei prefabbricati all'amianto

Si smantella ex tribunale per creare un nuovo parco

Finalmente il Parco non sarà più solo nel nome. Prenderanno via nel giro di poche settimane i lavori per la rimozione dei prefabbricati di rione Parco aurora per riportare la zona ad area verde e far successivamente partire le opere per realizzare un nuovo parco cittadini, con arredi urbani e giochi per bambini.

Si chiude, così, una lunga parentesi durata quasi quarant’anni e una più lunga attesa di completare quel rione che alla nascita venne pensato come un’area residenziale immersa nel verde.

Tra i progetti iniziali e la realtà ci si mise di mezzo il terremoto del 1980. L’area non era stata ancora sistemata e la sua estensione, ben 5mila e 800 metri quadri, ben si prestava ad ospitare le strutture di emergenza che quel sisma distruttivo portò in città. Vennero così installati in quel sito, nel 1984, una serie di prefabbricati destinati ad ospitare prima la sede del Tribunale di Potenza, poi, quando fu aperta l’attuale sede del Palazzo di Giustizia e a seguito di alcuni lavori di ristrutturazione ed ampliamento, una scuola e alcuni uffici comunali, tra cui il comando dei vigili, che sono lì rimasti fino ad epoca più recente.

Ora, dopo il trasferimento dei vari uffici nella nuova sede comunale anche in questo caso realizzata a via Nazario Sauro, i prefabbricati sono rimasti vuoti e possono prendere il via i lavori di smantellamento. Lavori che sono, oltretutto, urgenti. Perché quando quegli edifici vennero realizzati era ancora consentito l’uso dell’amianto e quelle pareti a coperture sono ora piene di quella fibra killer che, se adeguatamente contenuta, resta imprigionata nel cemento non crea problemi, ma col deteriorarsi delle strutture potrebbe essere dispersa in aria con rischi altissimi per la salute.

Ma il problema dovrebbe essere in via di soluzione. Lo scorso 28 ottobre, dopo uno stop dovuto a un ricorso, è diventata finalmente definitiva l’aggiudicazione dei lavori di demolizione e rimozione degli edifici. Un’opera imponente, per la quale il Comune aveva previsto una spesa di oltre 850mila euro ma grazie ad un ribasso di oltre il 42 per cento offerto dalla ditta «Pellicano Verde Spa» alla fine la spesa totale supererà di poco il mezzo milione di euro.

I tempi si annunciano contingentati. La firma del contratto, prevista a stretto giro, 20 giorni per la realizzazione della progettazione esecutiva dell’intervento e poi altri 60 di lavoro materiale. A conti fatti e con le incertezze meteo, si conta di avere il piazzale disponibile per il prossimo mese di gennaio.

Parallelamente parte la «sfida» per allineare i tempi di demolizione con quelli necessari alla gara per la riqualificazione dell’area. Ma in questo caso non dovrebbe essere un lavoro enorme (si tratterebbe di una sistemazione a verde con alcuni sentieri di camminamento lungo i quali troverebbero posto alcune panchine e dei giochi per i più piccoli) e in seno all’amministrazione c’è fiducia di riuscire a far partire l’intervento realizzativo poco dopo la conclusione dello smantellamento e di poter avere così un nuovo spazio verde fruibile per la prossima primavera.

La fase più impegnativa dei lavori, del resto, sembra essere proprio questa di rimozione che dovrebbe concludersi per gennaio. Basti pensare che circa il 74 per cento dei costi, pari a poco meno di 350mila euro, sono legati alla bonifica dell’amianto che deve avvenire in condizioni di massima sicurezza per evitare la dispersione di fibre in atmosfera o al suolo.

A lavori conclusi potrà così prendere forma quell’area verde continua che doveva unire Parco Aurora al Parco Baden Powell per la quale venne realizzato uno strano ponte pedonale che conduce al centro della rotatoria tra le due zone. Alle perplessità dell’epoca si disse che sarebbe stata anche ridisegnata la viabilità carrabile in modo da eliminare attraversamenti pedonali. Ma in una città che ora ha sposato la filosofia delle rotonde sarà ancora così?[g.riv.]

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