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Senegalese si professa jihadista

Taranto, rissa in carcere
c'è il «marchio» Isis

Maxi zuffa nella sezione di media sicurezza: feriti due agenti penitenziari

Taranto, due tentatividi suicidio in carcere

TARANTO - Avrebbe dichiarato la sua simpatia per l’Isis e urlato frasi inneggianti il califfato mentre gli agenti della polizia penitenziaria cercavano di riportarlo alla calma.
Alta tensione nel carcere di Taranto dove lunedì è scoppiata una rissa tra alcuni cittadini extracomunitari detenuti nella struttura di via Carmelo Magli. Secondo le poche notizie trapelate, un detenuto senegalese sarebbe stato aggredito da cinque pregiudicati extracomunitari, sempre di fede islamica. Ma quella che sembrava una «semplice» rissa tra detenuti, ben presto si è trasformata in qualcosa di ben più grave. Immediatamente per sedare la zuffa che si è scatenata in un reparto definito a «media sicurezza», con i detenuti non in isolamento, sono intervenuti gli agenti della polizia penitenziaria in servizio. Due di questi, nel corso della colluttazione, per dividere i contendenti e nel tentativo di riportare alla ragione il senegalese che nel frattempo si mostrava esagitato, hanno riportato ferite e contusioni. L’uomo è stato bloccato e, a quel punto, avrebbe dichiarato la sua appartenenza all’autoproclamato Stato Islamico, il gruppo jihadista salafita attivo in Siria e Iraq protagonista degli attentati terroristici in Europa.
A darne notizia è il segretario generale aggiunto dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia penitenziaria), Pasquale Montesano, che ha spiegato l’accaduto, precisando che il senegalese aggredito da altri 5 extracomunitari, si trovava ristretto nel Reparto 3 Sezione A. Per sedare la rissa, come si diceva, è intervenuta la polizia penitenziaria e due agenti - riferisce Montesano - «hanno subito un’aggressione da parte del senegalese, che avrebbe pronunciato frasi inneggianti alI’Isis». I poliziotti hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto per lesioni giudicate guaribili in pochi giorni.
«Si tratta - commenta il segretario aggiunto dell’Osapp - dell’ennesimo episodio di violenza in danno di poliziotti penitenziari. Nonostante la gravità della situazione e i pericoli che ogni giorno subiscono gli appartenenti alla polizia penitenziaria, certi episodi sono considerati alla stregua di un mero rischio professionale. In Puglia si allunga vertiginosamente la lista degli eventi critici, a Taranto un sovraffollamento di detenuti si registra da tempo con una gravissima carenza negli organici». Complessivamente nel penitenziario jonico sono presenti una quindicina di detenuti di fede islamica, tutti da tempo strettamente monitorati dalle autorità. La popolazione carceraria si aggira sulle 500 unità rispetto ad una capienza di non più di 350 detenuti.

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