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Attentato a Foggia

«Jake» ucciso dai sicari che volevano il suo padrone

Sei colpi di pistola contro Vincenzo D'Angelo, agli arresti domiciliari: i sicari hanno colpito un pastore tedesco che era nel cortile di casa

«Jake» ammazzato dai sicariche volevano il suo padrone

Foto d'archivio

«Jake» forse ha la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. O, peggio, di diventare il simbolo dell'avvertimento diretto al suo padrone. Sta di fatto che ignoti pistoleri hanno crivellato di colpi un esemplare di pastore tedesco di un foggiano agli arresti domiciliari, Vincenzo D'Anagelo, 35 anni, coinvolto in diverse inchieste. 

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, da parte della Questura, un'auto sarebbe giunta nei pressi dell'abitazione di D'Angelo, nei pressi di una rivendita sulla circonvallazione: a questo punto sarebbero scese due delle tre persone a bordo che hanno iniziato a sparare contro la casa dell'uomo (distante circa un centinaia di metri), colpendo il cane che era nel cortile. Jake è morto sul colpo, mentre il suo padrone si è rinchiuso in casa e si è disteso per terra in attesa dell'arrivo della Polizia. Sul posto sono stati rinvenuti sei bossoli di due diversi calibri.

D’Angelo (già coinvolto il 3 giugno del 2003 nell’inchiesta «Safety car» con 13 arresti per il racket delle auto restituite dietro pagamento di tangenti) fu arrestato il 13 ottobre del 2015 dalla squadra mobile nell’inchiesta «double key», per un tentativo di furto in banca e una rapina con un sequestro di persona. Condannato a 4 anni per rapina aveva ottenuto gli arresti domiciliari. Sul luogo dell’avvertimento la Polizia ha rinvenuto 5 bossoli esplosi da una pistola semiautomatica calibro 7.65 e pare anche un proiettile inesploso calibro 22.

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