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la proposta

Un orto-giardino contadino
nella villa comunale di Matera

villa comunale a Matera

MATERA - Un a nota canzone di Lucio Battisti a Matera diventa progetto. “I giardini di marzo” ha ispirato i promotori di un’iniziativa che punta a far rivivere un orto-giardino, come quelli presenti un tempo in città, nella villa Comunale di Matera. Per la cronaca, dal 17 marzo 2011 è stata intitolata all’Unità d’Italia, in occasione del suo 150° anniversario. Hanno unito le forze in gruppo, eccoli, sono Angelo Stagno, Francesco Linsalone, Carmine Cocca, Vito Sellitri, Giuseppe Gambetta, Francesco Loschiavo, Donato Loparco e il team della Mediateca provinciale e le società Forcopim e Officine Rambaldi.

L’iniziativa è stata presentata all’Amministrazione Comunale e ha suscitato una certa curiosità, oltre a registrare l’interesse di professionisti locali e d’istituzioni internazionali quali l’Oesterreichesche Bundesgaerten (Direzione Generale dei Giardini Federali Austriaci) di Vienna. Nella capitale austriaca lavora da circa tre decenni l’architetto materano Angelo Stagno, che è anche uno dei principali artefici di questa iniziativa, il cui vero pregio è di essere a costo zero per l’Amministrazione comunale.
Non si tratta di una contrapposizione della natura all’artificiosità di progetti che la imitano. Il punto di partenza è a portata di mano e attinge alle tradizioni e alla cultura contadina, ben radicate nella vicenda millenaria di una città come Matera. Insomma, la proposta di un “orto-giardino” nelle aiuole della villa comunale ripropone i luoghi della consuetudine abitativa dei giardini pensili dei rioni Sassi, così come nelle corti interne o retrostanti alle palazziate nobiliari del piano, quindi delle residenze urbane di villini, casini e masserie presenti in larga parte sul territorio della città.

Chiaro che le essenze arboree prescelte, in particolare alberi da frutta, un tempo basilari per l’economia domestica e altre varietà per gli usi gastronomici, sono al centro della selezione che, non trascura gli aspetti estetici e di decoro che tali coltivazioni domestiche conferivano al contesto urbano, sia esso legato a giardini di famiglie più facoltose che di gruppi di vicinato più propensi a dinamiche solidali. Così, sono state individuate specie arboree da frutta quali il mandorlo, il melograno, il fico, l’albero di cachi, il perazzo, l’amareno, il gelso, il cotogno, il susino, il pesco o le diverse varietà di agrumi, il fico d’india, la vite, nonché piante aromatiche specifiche dell’altopiano murgico quali il rosmarino, il timo, la santoreggia o l’alloro. La piastra identificativa di ogni pianta, a proposito di cultura locale, riporterà anche il termine in vernacolo utilizzato in passato dai materani.
Hanno già assicurato la disponibilità a donare le piante il vivaista Dichio e il materano Nicola Bruno impegnato con il mercato ortofrutticolo “Campagna amica” di Coldiretti a piazza Cesare Firrao. Ma l’invito è rivolto a chiunque vorrà donare un alberello, magari in eccesso nel proprio giardino. Un gesto di attenzione che darà sicuramente i suoi frutti.

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