Cerca

agricoltura

Crollano i prezzi
per l'uva lucana

uva bianca

di PIERO MIOLLA

L’uva da tavola del Metapontino rischia di rimanere invenduta o di essere acquistata a prezzi sempre più bassi. L’allarme, lanciato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltura), trova terreno fertile tra i produttori, che segnalano non solo le quotazioni basse e la concorrenza estera, ma anche una totale assenza di tutela a livello governativo e il rischio concreto che l’uva da tavola si trovi costretta in una sorta di imbuto tra i prezzi sempre più bassi e il rischio di rimanere invenduta. Benvenuti nella «California del Sud», l’area lucana che costeggia il mare Jonio che, ormai da anni, è un punto di riferimento importante per l’agricoltura di qualità, anche per l’estero. In questa fascia che va da Bernalda a Nova Siri, passando per Pisticci, Scanzano Jonico, Policoro e Rotondella, si coltivano fragole, insalata, pesche e tanti altri prodotti, tra i quali, appunto, anche l’uva da tavola. Naturalmente non è la sola area della Basilicata: anche nel Vulture-Melfese, ad esempio, ci sono numerosi produttori di uva, non solo da tavola.

Il problema è comune a tutti: la produzione si mantiene, sia quantitativamente sia qualitativamente, stabile ma i prezzi crollano. C’è troppa uva estera sui mercati: tenendo conto che il fabbisogno è sostanzialmente sempre lo stesso, la presenza eccessiva di uva (spesso di qualità inferiore a quella lucana) determina l’abbassamento dei prezzi e anche il rischio concreto che il prodotto resti invenduto. Cosa fare? Fino ad ora, denunciano i produttori lucani, praticamente non è stato fatto nulla: l’Italia è inserita in un contesto globalizzato e non può contravvenire a trattati internazionali e patti di vario genere. L’Europa, ovviamente, non fa che aumentare questo disagio con il risultato che a farne le spese sono quasi sempre coloro che producono uva di qualità. Cioè i lucani, ma non solo.

Come detto la Cia ha lanciato l’allarme, snocciolando anche cifre e prezzi: la varietà senza semi, quella più richiesta, è quotata tra i 70 e i 90 centesimi al chilo. L’uva Vittoria a 48 centesimi (-17,4 per cento nelle ultime settimane), mentre la Palieri a 60 (-11,1) e l’Apirene a 80: qui non ci sarebbero variazioni. Va ricordato che la Basilicata, con i suoi oltre 177mila quintali di uva da tavola prodotti ogni anno rappresenta l’1,4 per cento della produzione italiana: si contende con le Marche lo scettro di terzo polo produttivo dell’uva da tavola in Italia, dopo Puglia e Sicilia. Per capirci, si tratta di numeri decisamente inferiori rispetto a quelli della superficie viticola da vino (quasi 6mila ettari, con una produzione di 185mila ettolitri di vino). In ogni caso le prospettive, sempre secondo la Cia, non sarebbero completamente negative: la situazione, infatti, dovrebbe migliorare nei prossimi giorni, tenuto conto che, solitamente, a Ferragosto non c’è grande richiesta di uva da tavola.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400