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Torna a casa la cagnetta
trafitta da una freccia

cagnetta ferita da una freccia

di FRANCESCO ROMANO

LATERZA - L’arciere non ha ancora un nome, ma la cagnetta trafitta qualche settimana fa da una freccia più o meno vagante (e il «più o meno» davvero poco toglie alla gravità dell’accaduto) in periferia del paese, è tornata a «scodinzolare». Lo si apprende da «Anta onlus», la pagina Facebook del canile comunale Laterza, il rifugio di contrada Difesella dove il povero animale si sta avviando al completo recupero, dopo il bruttissimo episodio di cui è stata vittima inconsapevole. Così, segnalandone i «grandissimi progressi» messi insieme durante questi giorni di lenta convalescenza, gli operatori della struttura laertina auspicano adesso per la piccola randagia (non le hanno ancora dato un nome) una «mamma vera che la ami per sempre».

La storia, seguita e raccontata dalla «Gazzetta», è di quelle che lasciano senza fiato. Avvistata in prossimità della pineta Scivolizzo con il dardo che la oltrepassava da parte a parte in prossimità del collo, cercata invano dagli agenti di Polizia urbana e dai medici veterinari dell’Asl giunti sul posto da Grottaglie e poi ritrovata il giorno seguente, ancora trafitta, grazie ad un’altra segnalazione, la terrorizzata cagnetta era stata trasportata e operata in una clinica di Altamura. Da lì era poi tornata a Laterza, assegnata alle cure del canile comunale dove, appunto, è tuttora ospitata (info: anta.laterza@hotmail.com).

Tiro al bersaglio o impatto accidentale? Risposta ancora non c’è. Le segnalazioni fin qui raccolte dal comando di Polizia municipale non consentono, infatti, di dare una risposta, di ricostruire cioè quella che l’assessore all’Ambiente, Leonardo Matera, ha definito una «triste vicenda». Ma l’accaduto ha incrociato altre storie. Condividendo infatti via «social» un video del canile comunale, lo stesso assessore non solo ha diffuso la «buona notizia della cagnetta ora in buone condizioni di salute»: al canile - ha scritto anche Matera, riproponendo l’invito all’adozione lanciato dal rifugio laertino - «ci trovate tanti cani desiderosi di una famiglia amorevole, dopo aver molto sofferto».

Altre storie, si diceva. Quella di Mikey, il cucciolo investito che ha bisogno «di vincere la paura», ad esempio. Oppure quella di Maya e della sua vita soffocata per anni «dentro un piccolo box», oppure ancora quella del cane trovato ferito in pineta che adesso fa «strage di cuori in canile». E poi Paco, Hope, Aurora e tantissimi altri: storie di cani, dalla cagnetta trafitta portate fuori dal recinto di contrada Difesella. In cerca di adozioni.

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