Cerca

Montrone, da Rio a Bari la magia dei Cinque cerchi

Il cussino di bronzo: spero di essere un punto di riferimento per i giovani

Montrone, da Rio a Bari la magia dei Cinque cerchi

di FRANCO CASTELLANO

BARI - Una vita da vogatore spinto dalla passione del papà nelle acque del Cus Bari. Ha nove anni Domenico Montrone, figlio di Pino e Grazia Mellone (famiglia barese da sempre vicina allo sport), quando sale per la prima volta su un armo. E ora il trentenne canottiere delle Fiamme Gialle, finanziere scelto, entra nella storia, inserito nel «4 senza» capace di ottenere la medaglia di bronzo - equipaggio completato da Matteo Castaldo, Matteo Lodo, Giuseppe Vicino - ai giochi olimpici di Rio de Janeiro la scorsa mattina (era il 12 agosto) nel bacino naturale di Lagoa. Imbarcazione italiana colorata di bronzo dopo una rimonta sontuosa sul Sudafrica negli ultimi trecento dei duemila metri da percorrere.

Ed ecco un altro figlio di Bari, accolto festosamente ieri mattina all’aeroporto, da tantissimi amici e sportivi, un nuovo eroe per lo sport barese e non solo. L’ambito premio di una medaglia conquistata nei giochi dei «Cinque cerchi» ritorna nel capoluogo pugliese dopo 20 anni. A quell’epoca in onda la pallanuoto con Francesco Attolico, portiere della nazionale, anch’egli bronzo ad Atlanta ‘96, dopo lo strepitoso oro di Barcellona (‘92). Accoglienza trionfale per il pluridecorato Attolico, ripetuta ieri per il sontuoso campione «finanziere del remo», nel virtuale parallelo di una conquista effettuata in acqua!

Agli arrivi del «Karol Wojtyla» parenti, amici, cussini, autorità istituzionali e sportive, tifosi, ad acclamare il nuovo simbolo dello sport cittadino. Sicuramente uno sportivo virtuoso, esempio da seguire per tutti i giovani. Atleta arcicontento per aver arricchito il suo palmarès.

Nel frastuono del ritorno a Bari abbraccio emozionante con Roberta De Candia, la fidanzata anch’essa barese. «A lei devo molto - dice Domenico -. Ha intrapreso la carriera da giurista con la voglia di diventare magistrato. Siamo insieme da cinque anni, ma a breve prenderemo decisioni importanti sul nostro futuro di coppia».

Convocazione a sorpresa?

«Tutto l’anno ho lavorato bene durante i duri allenamenti e i test invernali. La vera sorpresa è dovuta al mio inserimento nell’equipaggio del “4 senza” per volontà del direttore tecnico Giuseppe La Mura e del coordinatore del settore tecnico Andrea Coppola, una mossa vincente».

Medaglia inattesa?

«No, era la barca ammiraglia della federazione, campione del mondo con Marco Di Costanzo al mio posto. Quindi non potevamo sbagliare. Ci siamo riusciti remando alla grande».

A casa da campione olimpico. Cosa prova?

«Straordinaria sensazione, enorme soddisfazione. Ci vorrà tempo per metabolizzarla. Sono contento di essere entrato nei riferimenti sportivi della mia città. Una medaglia olimpica segna la storia della nazione. Spero quindi sia punto di riferimento per i ragazzi che intraprendono qualsiasi sport nella nostra città».

Il suo futuro?

«Adesso un periodo di vacanza, poi riprenderò con l’obiettivo di un altro quadriennio da protagonista per arrivare ai giochi di Tokio».

Le sue prime vogate?

«Nelle acque del Cus Bari. Ero giovanissimo, seguito da istruttori di vaglia quali Antonio Prezioso, Angelo Natuzzi, Bepi Altamura. A loro e al club universitario il mio doveroso e sincero ringraziamento. Ora ho ottenuto il coronamento della mia passione dovuto al sacrificio e alla voglia di mettermi sempre in gioco. E certamente dovrò proseguire senza tentennamenti».

Bari e il canottaggio: storia ricca di tradizione. Iniziata con il titolo europeo conquistato - ai primi del ‘900 - dai Trabaccolanti, pionieri della disciplina sportiva, equipaggio del «4 con» del Circolo Canottieri Barion, proseguita dall’immenso Ruggero Verroca, campione mondiale. Senza dimenticare Antonio Maurogiovanni, scuola Cus Bari, finanziere anche lui, olimpico a Seul e Barcellona, ora coach in Australia.

Ieri e oggi del canottaggio barese con il domani tutto da seguire secondo la trionfale tradizione con l’aggiunta dellla promessa di Domenico Montrone.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400