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Ilva l'Europa apre
indagine su aiuti Stato

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BRUXELLES - Giornata convulsa per l’Ilva. Da un lato il nuovo capitolo del confronto tra Roma e Bruxelles, con la commissione Ue che ha deciso oggi di aprire l’indagine per aiuti di Stato. Dall’altro, le polemiche scaturite in Italia dalla decisione di nominare come nuovo direttore generale Italo Pucci, imputato per il rogo alla Thyssenkrupp di Torino. Polemiche tali da indurre l'ex manager del gruppo tedesco a rinunciare all’incarico, dopo che i suoi legali avevano comunque già ribadito la sua estraneità ai fatti, in quanto al tempo dell’incidente Pucci era Consigliere di Amministrazione con «deleghe specifiche» per le aree commerciale e marketing.

«Mi sembra una scelta quantomeno discutibile. Il 13 maggio ci sarà la sentenza definitiva nella Cassazione del processo Thyssen; Pucci è stato condannato nella sentenza d’appello bis a sei anni e dieci mesi», ha commentato su Facebook Antonio Boccuzzi, deputato Pd, sopravvissuto al rogo nell’acciaieria. Più pesanti i commenti dei parenti delle vittime, che si sono detti «schifati» dalla decisione.

Parole che evidentemente hanno indotto Pucci a fare un immediato passo indietro, con un comunicato in cui ringrazia i commissari dell’Ilva per «la fiducia dimostrata». Tuttavia, sottolinea, «non ritengo di accettare l’offerta e preferisco attendere l’esito del ricorso in Cassazione». Perchè, prosegue, "confido che i giudici supremi sapranno dare il giusto peso alle responsabilità penali personali». Resterà quindi in Ilva, dove, spiega, «sono tornato un anno fa», e «continuerò a collaborare come manager per il risanamento e il rilancio della società».

Sul fronte europeo, la Commissione «vaglierà in particolare se l'accesso agevolato al finanziamento accordato all’Ilva per ammodernare lo stabilimento di Taranto le dia un vantaggio sui concorrenti. Data l’urgenza di decontaminare il sito, la Commissione prevede anche garanzie che consentono all’Italia di attuare subito il risanamento ambientale».

Dati i problemi di sovraccapacità presenti nell’industria siderurgica dell’Ue, spiega Bruxelles, «le norme sugli aiuti di Stato consentono solo di promuovere la competitività a lungo termine e l’efficienza delle acciaierie, ma non di sostenere i produttori che versano in difficoltà finanziarie».
Nel caso specifico dell’Ilva, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, «collaboreremo con l’Italia per superare le nostre attuali preoccupazioni. La migliore garanzia di un futuro sostenibile per la produzione siderurgica nel Tarantino è la cessione delle attività dell’Ilva a un acquirente che le metta in conformità con le norme ambientali e le sfrutti a scopi produttivi. La decisione odierna chiarisce inoltre all’Italia che può sostenere il risanamento della grave situazione ambientale nel sito di Taranto, purchè la spesa sostenuta sia poi rimborsata dall’inquinatore».
«In tutta l’Ue l’industria siderurgica deve fare i conti con la sovraccapacità a livello mondiale e con la forza delle importazioni, sfide alle quali occorre rispondere migliorando la competitività mondiale del settore nel lungo periodo. In quest’ottica, le norme Ue sugli aiuti di Stato consentono agli Stati membri, per esempio, di sostenere le attività di ricerca o di alleviare i costi energetici delle imprese siderurgiche, mentre la Commissione si occupa di evitare distorsioni nel commercio internazionale applicando provvedimenti antidumping o antisovvenzioni», ha spiegato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.
«Per lo stesso motivo gli Stati membri e la Commissione hanno instaurato garanzie rigorose che impediscono di erogare aiuti di Stato per soccorrere e ristrutturare le imprese siderurgiche in difficoltà. Si evitano così i danni di una corsa alle sovvenzioni fra gli Stati membri e si scongiura il rischio che l'erogazione incontrollata di aiuti di Stato in un Paese metta ingiustamente a repentaglio migliaia di posti di lavoro in tutta l'Ue», ha aggiunto.

Dati i problemi di sovraccapacità presenti nell’industria siderurgica dell’Ue, spiega Bruxelles, «le norme sugli aiuti di Stato consentono solo di promuovere la competitività a lungo termine e l’efficienza delle acciaierie, ma non di sostenere i produttori che versano in difficoltà finanziarie».

Nel caso specifico dell’Ilva, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, «collaboreremo con l’Italia per superare le nostre attuali preoccupazioni. La migliore garanzia di un futuro sostenibile per la produzione siderurgica nel Tarantino è la cessione delle attività dell’Ilva a un acquirente che le metta in conformità con le norme ambientali e le sfrutti a scopi produttivi. La decisione odierna chiarisce inoltre all’Italia che può sostenere il risanamento della grave situazione ambientale nel sito di Taranto, purchè la spesa sostenuta sia poi rimborsata dall’inquinatore».

«In tutta l’Ue l’industria siderurgica deve fare i conti con la sovraccapacità a livello mondiale e con la forza delle importazioni, sfide alle quali occorre rispondere migliorando la competitività mondiale del settore nel lungo periodo. In quest’ottica, le norme Ue sugli aiuti di Stato consentono agli Stati membri, per esempio, di sostenere le attività di ricerca o di alleviare i costi energetici delle imprese siderurgiche, mentre la Commissione si occupa di evitare distorsioni nel commercio internazionale applicando provvedimenti antidumping o antisovvenzioni», ha spiegato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

«Per lo stesso motivo gli Stati membri e la Commissione hanno instaurato garanzie rigorose che impediscono di erogare aiuti di Stato per soccorrere e ristrutturare le imprese siderurgiche in difficoltà. Si evitano così i danni di una corsa alle sovvenzioni fra gli Stati membri e si scongiura il rischio che l'erogazione incontrollata di aiuti di Stato in un Paese metta ingiustamente a repentaglio migliaia di posti di lavoro in tutta l'Ue», ha aggiunto.

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