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spettacolo a laterza

Ma che «Capatosta»
questi operai Ilva

spettacolo operai Ilva

LATERZA (TARANTO) - Andrà in scena domani nell’Antica Fornace di Laterza, lo spettacolo 'Capatosta' della compagnia tarantina Crest, vincitore del bando «Storie di Lavoro 2015», scritto da Gaetano Colella, che ne è al tempo stesso interprete con Andrea Simonetti per la regia di Enrico Messina. «Hanno la testa dura, ognuno a modo suo» - ricorda un comunicato - i due protagonisti della pièce sulla questione Ilva.
Lo spettacolo rientra nel 'Festival della Terra delle Gravine', diretto da Giovanni Tamborrino e promosso dall’amministrazione comunale e la collaborazione dei Teatri di Bari, che si muove tra impegno civile e spettacolo e lo fa sempre con un occhio rivolto alla «questione meridionale». Quest’ultima è ancora una volta al centro dell’edizione di quest’anno, improntata a un «Sud vivente» attraverso una particolare attenzione al teatro dei nostri giorni, cui farà ogni volta da anteprima una breve «ouverture» di musica contemporanea.Domani sarà la «Pequena Czarda» del compositore e sassofonista spagnolo Pablo Iturralde (classe 1929), eseguita dai sassofonisti Marianna di Ruvo e Vittorio Tamburrano, a introdurre «Capatosta».

La storia si svolge nello stabilimento più grande d’Europa, in uno dei tanti reparti giganteschi della fabbrica, Acciaieria 1 reparto RH. Qui l’acciaio fuso transita per raggiungere il reparto della colata e gli operai sono chiamati a controllare la qualità della miscela. La temperatura è di 1600 gradi centigradi. Dal 1962, in questo stabilimento ci sono generazioni di operai che si avvicendano, si confrontano, si scontrano e si uniscono. Come i due personaggi di «Capaposta». I padri hanno fatto posto ai figli e ai nipoti senza che nulla sia intervenuto a modificare questo flusso di forza lavoro. Si sono tramandati saperi ed esperienze così come usi e abusi, leggi tacite e modi di fare. Sembra che in questo scenario nulla sia destinato a mutare, che i figli erediteranno fatica e privilegi dei padri.

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