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Capitale della cultura 2018
Ostuni presenta le sue carte

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OSTUNI - Sarà presentato domani il dossier completo presentato al Ministero della Cultura della candidatura di Ostuni a «Capitale italiana della Cultura 2018».
Come si ricorderà, nel 1996, la scuola «Monnet» intraprendeva un percorso di correlazione con il mondo del lavoro e l’allora Ministro della Pubblica Istruzione, Berlinguer organizzò un convegno ad Ischia per discutere, con le migliori trenta scuole d’Italia, come inserire gli istituti tecnici nel settore turistico e alberghiero.
I futuri ragionieri avrebbero potuto lavorare bene nel settore amministrativo degli alberghi e nel 1997 con il gruppo «Orizzonti», l’istituto ostunese iniziò a far lavorare come stagisti 20 studenti delle varie strutture presenti nel territorio: Ustica, Taormina, Torre Macauda in Sicilia, Simeri mare, Costa Smeralda, Capo Boi e Villasimius.
Nel 1998 vennero richiesti 40 studenti. E cosi si continuò negli anni successive quando il preside Silvano Marseglia strinse un accordo di collaborazione con Alpitour che richiedeva, annualmente, 100 studenti.
Quest’anno, con l’alternanza scuola lavoro sono stati sistemati in molte strutture alberghiere, tutti gli studenti frequentati le classi terze, una parte di studenti delle quarte classi e gli allievi delle cinque classi mentre, ad oggi tantissimi ex allievi collaborano con i migliori tour operator presenti sul territorio nazionale ed internazionale.

Dopo venti anni dedicati al servizio del territorio mancava un ultimo tassello, quello di presentare Ostuni a «Capitale italiana della cultura 2018» e, con la collaborazione di Andrea Roma si è avviato il discorso unitamente alla Proloco Ostuni, col president, prof. Mimmo Greco, il prof. Donato Coppola, Carmine Specchia e Serena Chiarelli della Fondazione Dieta Mediterranea, il Museo Diocesano e il coinvolgendo il Comune per presentare ed ottenere quest’ambito riconoscimento.
Un obiettivo che non deve essere inteso come un evento a se stante, ma come un’occasione per sviluppare in modo permanente l’offerta culturale cittadina e per renderla fruibile a un maggior numero di persone e l’iniziativa sarà un’impresa corale di tutta la «Città Bianca» e cercherà dunque sponsor e alleati pubblici e privati.

Dopo Mantova, già designata per questo 2016 e Pistoia, che si prepara per il 2017, Ostuni entra nella corsa per ottenere il titolo nel 2018 (così come predisposto con la delibera di Giunta n. 185 del 30 giugno scorso) pur con la consapevoli delle difficoltà di candidare un piccolo centro rispetto a quelle più forti e di città più note e meglio attrezzate.
Ostuni, con la sua storia, architettura, cultura, folklore e sapori mediterranei ambisce a rappresentare l’eccellenza della cultura pugliese e italiana valorizzando ancor più la propria storia, ma anche una qualità della vita superiore.
Oltre alle bellezze ambientali ed artistico–architettoniche Ostuni presenta delle importanti aree preistoriche che hanno portato alla luce luoghi di culto risalenti al neolitico; nell’area archeologica di Santa Maria di Agnano sono stati rinvenuti due importanti seppellimenti, di cui uno di 28 mila anni fa (gestante di circa 20 anni con i resti di un feto).

La piana degli Ulivi secolari (già candidata al riconoscimento UNESCO quale patrimonio dell’umanità), l’azzurro mare e i tanti riconoscimenti delle «Bandiere Blu», delle «vele» di Lega Ambiente e ultimamente anche del riconoscimento della «Spiga verde», assegnata ad Ostuni da Fee Italia – Foundation for Enviromental Education e Confagricoltura, sono volti a sostenere, incoraggiare e valorizzare la capacità progettuale e attuativa della città per questo riconoscimento.

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