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No al G7 finanziario a Matera nel 2017 «Non siamo pronti»

No al G7 finanziario nel 2017 «A Matera non siamo pronti»

di Massimo Brancati

I potenti della Terra a Matera. L’«alter ego» finanziario del G7 nella città dei Sassi, scelta come sede del vertice tra chi gestisce il potere economico su scala planetaria. I governatori delle banche dei Paesi più industrializzati (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Canada) con i rispettivi ministri dell’Economia, avrebbero pensato alla capitale europea della cultura quale location del prossimo summit da organizzare nel 2017 in contemporanea al G7 vero e proprio previsto sempre in Italia, a Taormina. L’indiscrezione trapela da Roma e trova conferma nella città dei Sassi che potrebbe avere un’altra straordinaria occasione di visibilità internazionale. Ma il sindaco Raffaello De Ruggieri, sulla scia delle verifiche tecniche sulla fattibilità dell’evento, tende a smorzare l’entusiasmo evidenziando l’attuale impossibilità di Matera a ospitare un evento di questa portata. Della serie: onorata e lusingata dell’interesse, ma la città lucana non ha la «forza» per rispondere all’appello. Non è una questione legata esclusivamente alle infrastrutture e alla mancanza di un aeroporto. In qualche modo il nodo poteva essere sciolto: l’ipotesi presa in considerazione è stata quella di «appoggiarsi» all’impianto Palese di Bari per poi proseguire in elicottero il viaggio verso Matera. Pare che ci sia stato anche un «timido» ragionamento sul coinvolgimento della pista Mattei di Pisticci. Il vero ostacolo, al netto del tour de force a cui sarebbero state sottoposte le forze dell’ordine locali, storicamente sottodimensionate, è rappresentato dalla logistica. Servirebbero sette alberghi, una per ogni delegazione dei Paesi del G7. E Matera, allo stato attuale, non è in grado di garantire questa offerta ricettiva. Per qualità e quantità.

I colloqui tra la città e l’organizzazione proseguono, ma la sensazione è che non ci siano margini di manovra per consentire a Matera di ospitare il vertice internazionale. Consapevole di perdere un’occasione importante, il sindaco ufficializzerà presto il suo «no, mi dispiace».

E non sarebbe la prima volta di una città italiana che declina l’invito. L’ultimo caso riguarda proprio la sede ufficiale del G7 del prossimo anno: la riunione dei grandi del mondo si terrà in Sicilia, a Taormina. Il vertice è previsto per il 2017 in una data ancora da stabilire. In un primo momento, però, l’idea era stata quella di organizzare l’evento a Firenze. Ufficialmente la decisione di spostare la convention in Sicilia è stata motivata dalla necessità di tener viva l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale e dei grandi del mondo su una vicenda cruciale come quella delle migrazioni e dei profughi. E l’isola, teatro di continui sbarchi, è considerata la «vetrina» ideale. Tuttavia l’esclusione di Firenze, città del premier Renzi, sarebbe, in realtà, legata anche a questioni logistiche e di sicurezza, con alberghi «incastonati» in un centro storico difficilmente controllabile «a tappeto» per via dei suoi tanti vicoli stretti.

Matera come Firenze. Il mondo bussa alle porte, ma è troppo grande per entrarci.

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