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Affidamento

Stadio S. Nicola
Consiglio giovedì
tra dubbi e proteste

Stadio S. Nicola Consiglio giovedì tra dubbi e proteste

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Le perplessità, anche se sparute, non mancano. Tra chi chiede ulteriori approfondimenti e chi invece velatamente mugugna per non essere stato prima coinvolto. Su un bene, forse il più importante del patrimonio comunale, che cerca da anni la strada del rilancio.

Vertice di maggioranza al Comune sul futuro dello stadio San Nicola che la giunta municipale vuole mettere a bando per affidarlo nei prossimi cinque anni ai privati. Preservando però al tempo stesso la prioritaria vocazione calcistica (chiunque sarà il gestore, il Bari di Giancaspro continuerà comunque a giocare sul prato dell’Astronave progettata da Renzo Piano).

Ieri mattina il sindaco Antonio Decaro e l’assessore allo Sport Pietro Petruzzelli hanno convocato le diverse forze politiche di coalizione per fare il punto sulla delibera di indirizzo dello stadio iscritta all’ordine del giorno della seduta di consiglio comunale di giovedì. Per chiarire dubbi, raccogliere istanze, suggerimenti, ma secondo alcuni ormai troppo tardivi.

«Avremmo preferito essere ascoltati prima dell’approvazione in giunta della delibera di indirizzo» dice ad esempio il capogruppo di Iniziativa Democratica-Sud al Centro Anita Maurodinoia. Dubbi arrivano anche da Salvatore Campanelli (Decaro per Bari) soprattutto sull’elenco dei servizi che il gestore potrà attuare nel San Nicola per recuperare gli investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria. «Non stiamo parlando dell’affidamento di una palestra – spiega – ma di uno stadio che dal 2009 attende un rilancio. Quell’anno il consiglio comunale approvò una specifica delibera per l’ipotesi di vendita dello stadio e per il rilancio sul modello dei club Juventus e Udinese, che hanno costruito e rifatto gli stadi con progetti di marketing, di commercio e di attrattività. Credo che occorra dare continuità a quella delibera del mandato di Emiliano».

Getta acqua sul fuoco invece il Pd con il capogruppo Marco Bronzini che parla di delibera “soddisfacente”. «Perché – ragiona – ci dà l’opportunità di decidere lasciando aperta ogni ipotesi. È evidente che una pubblica amministrazione non può gestire, in termini di risorse umane ed economiche, un immobile così complesso come lo stadio. Questa vicenda mi ricorda quella dell’ex Albergo delle Nazioni: il Comune decise giustamente di venderlo perché non era in grado di fare l’affittacamere. E oggi per il caso stadio dico che non potrebbe mica fare l’allenatore».

L’assessore Petruzzelli predica calma: «È solo una delibera di indirizzo per chiedere un parere al Consiglio. Con la maggioranza abbiamo già tenuto un precedente incontro».

Ma il punto all’ordine del giorno – che potrebbe essere rinviato a giovedì 28 per permettere la trattazione prioritaria di diversi debiti fuori bilancio – già scatena le opposizioni. «Siamo in presenza di un pasticcio – tuona Filippo Melchiorre capogruppo di Fratelli d’Italia -. Dopo due delibere di affidamento, che causeranno contenziosi soccombenti per il Comune, e dopo due anni di immobilismo, adesso la giunta decide di esternalizzare per cinque anni lo stadio, un termine temporale scelto su criteri labili, visto che il piano di gestione economico-finanziario non è ancora arrivato, nonostante un apposito incarico professionale».

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