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La star della lirica Ricciotti
«I miei secondi 50 anni?
Dedicati a guarire le voci»

Da diva a insegnante di canto: «Vivo una nuova vita»

La star della lirica Ricciotti «I miei secondi 50 anni? Dedicati a guarire le voci»

FOGGIA - Ha cantato per Papi e presidenti della Repubblica, ha trionfato nei maggiori teatri italiani, lavorato con nomi come Donato Renzetti, Giuseppe Patroni Griffi, Andrea Bocelli, è stata una star per vent’anni della sua carriera e ora prepara altre stelle del bel canto. Rosa Ricciotti, la più famosa cantante lirica della provincia di Foggia, compie cinquant’anni ed è come se avesse vissuto già tante vite, attraversate tutte con il suo sguardo luminoso e l’aspetto un pò sbarazzino, complici gli scatti del suo compagno, il fotografo Niccolò Pacca.

Poi è arrivata la vocologia artistica: è questo che ha segnato la svolta. «Nel 2006, quando c’è stato il taglio ai fondi per lo spettacolo - racconta l’artista - i grandi teatri hanno cancellato le loro produzioni, cioè il lavoro per moltissimi cantanti lirici. Io sono stata subito chiamata ad insegnare al Conservatorio di Reggio Emilia e nel 2008 ho seguito il corso di alta formazione in vocologia artistica diretto da Franco Fussi». Per lei una vera folgorazione: «La voce porta i segni di tutto ciò che ci accade - spiega Rosa Ricciotti - per utilizzarla al meglio servono vari specialisti come lo psicoterapeuta, il logopedista, persino il sessuologo. Da insegnante, se incontro un ragazzo con una particolare afonia, mi metto in allerta e lo indirizzo dal foniatra».

Alla sezione di Rodi Garganico del Conservatorio «Giordano», Rosa Ricciotti insegna, tra l’altro, anatomo-fisiologia della voce «Perchè bastano poche parole per capire se quella voce esprime un dolore fisico o psichico». Un approccio medico, complesso, sicuramente nuovo dalle nostri parti, al canto. Non a caso Rosa Ricciotti è già iscritta al secondo corso per voci disfoniche a Milano «Perchè un insegnante di canto - chiarisce - deve sapere cosa fare di fronte a una disfonìa, mentre chi canta, faccio un esempio, deve conoscere bene com’è fatta la laringe, sapere che una litigata va ad interferire con tutte le catene muscolari che l’attraversano e causa il blocco del diaframma, il nostro centro emozionale».

E tenere vive le emozioni è basilare per accenderle negli altri. Questo deve saper fare e comunicare un artista e Rosa Ricciotti, che non smette di alimentarsi di emozioni, da circa 10 anni vola spesso in Tanzania per contribuire al sogno di una Casa laboratorio, un salvagente per giovani africani impegnati a lavorare la terra e a fare piccolo artigianato. «Tutto cominciò su di un autobus per Roma - racconta l’artista - rividi dopo anni suor Carmina, la mia maestra delle elementari, che mi chiese di diventare testimonal di questo progetto. Era il 2008 e da allora ogni anno tengo concerti il cui ricavato contribuisce a costruire questa struttura di 450 metri quadri, che gradualmente viene dotata di mezzi e attrezzature». Questi secondi cinquant’anni appena cominciati sono decisamente più pieni dei primi...

a.lang.

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