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Pittella: risultato storico

Accordo per l'acqua
tra Puglia e Basilicata

diga del Pertusillo

La diga del Pertusillo

POTENZA - I presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia, Marcello Pittella e Michele Emiliano, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti, hanno firmato a Roma un accordo, valido fino al 2030, per la gestione dell’acqua, che prevede tra l'altro una «più puntuale definizione della tariffa dell’acqua all’ingrosso, il completamento degli schemi idrici tra i due territori e delle opere incompiute».
Il primo accordo tra le due Regioni e il ministero è del 1999 (è scaduto a dicembre dello scorso anno), e regolamentava i processi di pianificazione e gestione delle risorse idriche condivise, e «ha consentito fino a oggi - secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa della giunta regionale lucana - un’utile, efficace e condivisa gestione delle risorse idriche consentendo ai due territori di superare eventi di crisi ed emergenza idrica».

La nuova intesa tra Basilicata e Puglia prevede anche la tutela e la salvaguardia della costa Jonica, e l’organizzazione di strumenti di coordinamento «più agili»: per l’attuazione dell’accordo, inoltre, è stato istituito un Comitato di Coordinamento presieduto dalla Regione Basilicata.

Per la gestione dell’acqua all’ingrosso sarà anche costituita una società partecipata dall’Amministrazione Centrale e dalle Regioni firmatarie, che dovrà essere operativa dal 1° gennaio 2017. L’accordo, ha detto Pittella, è «un risultato storico», e «rappresenta un esempio virtuoso di solidarietà territoriale, in un quadro di collaborazione istituzionale che premia la linea del dialogo e del confronto costruttivo tra Governo e realtà locali».

Con il governo e la Puglia «abbiamo creato le condizioni perché entro il 31 dicembre di quest’anno si costituisca e sia operativa una società partecipata da governo e Regioni del Mezzogiorno per la gestione dell’acqua all’ingrosso» e ciò rappresenta «un risultato storico, inseguito da almeno tre lustri, per il quale mi sono personalmente battuto sin dal giorno del mio insediamento alla guida della Regione Basilicata».

Così, attraverso l’ufficio stampa della giunta regionale, il governatore lucano, Marcello Pittella, in riferimento all’accordo sulla gestione delle risorse idriche firmato con la Puglia e il governo. Nell’accordo, inoltre, si stabilisce il completamento della liquidazione dell’Eipli (Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione), che si dovrà attuare entro la fine del 2016: il trasferimento delle funzioni sarà gestito da un commissario «ad acta» nominato dalla Presidenza del Consiglio.

«Partendo dal riconoscimento dell’importanza strategica del bene acqua - ha aggiunto Pittella - e della sua disponibilità non illimitata, l’accordo di programma, nel ridefinire la tariffa dell’acqua all’ingrosso, intesa come forma di salvaguardia dei bacini idrici, ed attraverso azioni per snellire e facilitare i conseguenti flussi finanziari dalla Puglia alla Basilicata, ci consentirà di lavorare con maggiore lena per conseguire alcuni importantissimi obiettivi, vitali tanto per la Basilicata quanto per la Puglia e direttamente interconnessi al prelievo ed all’uso dell’acqua. Mi riferisco alla tutela della fascia ionica lucana, con specifico riguardo all’arretramento costiero, e della falda carsica pugliese interessata dal fenomeno della salinizzazione, nonché alla tutela vera e propria dell’acqua attraverso azioni che coinvolgeranno le aree interne della Basilicata dalle quali la risorsa proviene, in uno con il completamento ed interventi di manutenzione straordinaria degli schemi idrici interconnessi tra Basilicata e Puglia».

«Sono certo - ha concluso il governatore lucano - che questo nuovo Accordo di Programma rappresenterà, sin dalle prossime settimane, una buona pratica cui far riferimento nel campo della gestione delle risorse naturali, in un’ottica di leale e proficua collaborazione tra Regioni vicine e tra queste e il governo, coniugando sviluppo economico e sostenibilità ambientale, solidarietà istituzionale e tenuta della coesione sociale tra le popolazioni interessate». 

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