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Ilva: 3 cordate acquisto hanno
presentato offerta vincolante
Ammesse solo due proposte

Ilva

L'Ilva

ROMA - Sarebbero tre le cordate che alle 12 di oggi, cioè allo scadere del termine, hanno presentato ai Commissari Straordinari dell’Ilva le offerta vincolanti per partecipare alla gara per l’acquisizione (anche in forma di affitto) dei complessi aziendali del gruppo siderurgico Ilva spa in Amministrazione Straordinaria.

Accanto alla newco AcciaiItalia che vede uniti Arvedi-Cdp-Del Vecchio e alla joint venture ArcelorMittal-Marcegaglia, ci sarebbe dunque un terzo soggetto, finora restato nell’ombra, interessato a rilevare il gruppo Ilva. Secondo quanto si apprende i contorni della terza offerta, oltre a quelle complessive di Arvedi-Cdp-Del Vecchio e della joint venture ArcelorMittal-Marcegaglia, sono ancora da verificare.

SOLO DUE LE CORDATE AMMESSE - Sono due le cordate ammesse alla gara per l’acquisizione dei complessi dell’Ilva. Lo comunicano i Commissari Straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba.
I soggetti che hanno presentato le offerte corredate dalla documentazione richiesta sono Am Investco Italy srl (ArcelorMittal-Marcegaglia) e AcciaItalia (Cdp Equity-Arvedi-Delfin). I Commissari comunicheranno al ministro dell’Ambiente, la presentazione dei Piani Ambientali.

ACCITALIA SPA - AcciaItalia Spa (AcciaItalia) - società partecipata da Acciaieria Arvedi Spa (22,20%) come socio
industriale, Cassa depositi e prestiti Spa (44,50%) e DelFinSarl (33,30%) come soci finanziari - ha presentato l’offerta
finalizzata a consentire la partecipazione alla prima fase della procedura per il trasferimento dei complessi aziendali di Ilva
Spa (Ilva). IL cda della newco sarà composto da tre membri, presidente sarà Giovanni Arvedi. Lo si legge in una nota del
gruppo.

ARCELORMITTAL-MARCEGAGLIA - Il numero uno mondiale dell’acciaio ArcelorMittal e il gruppo italiano Marcegaglia hanno presento oggi la loro offerta per l’acquisizione dell’intero Gruppo Ilva. Nell’offerta della joint-venture prevede «l'impegno a migliorare le performance ambientali di Ilva, un considerevole programma di investimenti, l’impegno a garantire livelli occupazionali in linea con le migliori pratiche del settore». «Abbiamo le caratteristiche necessarie a raccogliere e vincere la sfida del rilancio dell’Ilva» ha detto Antonio Marcegaglia.

Il capitale della joint-venture è costituito all’85% da ArcelorMittal e al 15% da Marcegaglia. Il piano prevede l’obiettivo di «incrementare l’utilizzo degli impianti principali di Ilva, portando la produzione annua di acciaio grezzo dagli attuali 4,8 milioni di tonnellate a oltre 6 milioni di tonnellate entro il 2020, e di mantenere operativi almeno tre altiforni». Il piano di investimenti previsto nell’offerta è finalizzato «all’ottimizzazione della capacità delle risorse di Ilva, all’aumento dei suoi livelli di produttività e alla riqualificazione delle prestazioni aziendali in termini di salute e sicurezza». 
Il piano prevede ancora «l'introduzione di nuove e innovative varietà di acciaio che consentano l’aumento del numero di prodotti siderurgici ad elevato valore aggiunto offerti da Ilva». Nel piano di evidenziano anche «le significative economie di scala di cui Ilva godrebbe entrando a far parte del gruppo ArcelorMittal, sfruttandone le competenze globali in tema di ricerca e sviluppo, la rete distributiva e di vendita, il potere d’acquisto, le tecniche di produzione e la profonda conoscenza del mercato».

IONIAN SHIPPING, L'ESCLUSA - La terza offerta per l’Ilva, al momento non accettata, è quella presentata dal consorzio Ionian Shipping, nei mesi scorsi dato come alleato di Saga, la società di logistica del finanziere bretone Vincent Bollorè.
Secondo quanto si apprende, i commissari alla presentazione dell’offerta non avrebbero trovato la documentazione sufficiente. Il consorzio Ionian Shipping di Taranto aveva manifestato interesse per rilevare la Servizi marittimi Spa, una delle sette controllate di Ilva coinvolte nel procedimento di vendita a privati. Sempre secondo quanto si apprende, Ionian non è però al momento fuori dai giochi. Potrebbe rientrare nella procedura dopo che sarà ultimata la fase di valutazione dei piani ambientali presentati dalle due cordate attualmente in corsa. A quel punto, cioè a fine anno, saranno valutate le offerte per i singoli asset e il consorzio di servizi navali di Taranto potrebbe ritornare in corsa. 

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