Cerca

ambiente

Trivelle, la Consulta
dice «sì» al referendum

stop trivelle, Greenpeace

ROMA - La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle: il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate. A proporlo sono nove Consigli regionali. Questo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione.

La battaglia che, dopo il dietrofront dell’Abruzzo, vede schierate 9 Regioni e idealmente i comitati No-Triv, investe le disposizioni sulle attività di ricerca e sfruttamento degli idrocarburi in mare.

In origine i referendum erano 6 e il 27 novembre la Cassazione diede il via libera. Un fuoco di fila di fronte al quale il Governo è intervenuto con una serie di modifiche nella legge di Stabilità, stabilendo anche il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia marine. La Cassazione è tornata quindi a pronunciarsi l’8 gennaio e, alla luce della legge di Stabilità, ha chiuso i giochi per 5 quesiti. Ma un referendum, centrale, è sopravvissuto: quello sulla durata dei titoli per sfruttare i giacimenti lì dove le autorizzazioni siano già state rilasciate. Un termine che la norma collega alla «durata della vita utile del giacimento».

Piero Lacorazza, presidente del Consiglio regionale della Basilicata, regione capofila nella proposizione dei referendum, ha in questi giorni sottolineato con forza un punto: «Noi siamo per la difesa dell’ambiente e il nostro legale lo ribadirà di fronte alla Corte, dove chiederemo che sia rispettato lo spirito referendario».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400