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Andria, sembra rientrato l'allarme il sangue donato non sarebbe infetto

Aldo Losito

andriaAllarme potenzialmente scampato alla Asl Bt. Non dovrebbe essere infetto il sangue sospetto, frutto di donazioni e poi riutilizzato nel circuito sanitario. Questo il riscontro della relazione inviata (lo scorso 15 giugno) dalla direzione dell’Asl Bt a Giovanni Gorgoni, direttore del dipartimento Salute della Regione. Il 2 maggio, infatti, c’era stata una informativa da parte del dottor Eugenio Peres (direttore dipartimento Medicina trasfusionale Asl Bt), «relativa ad un caso di non conformità avvenuto nel Servizio immunotrasfusionale (Sit) di Andria, rispetto alle procedure previste. Infatti, è emerso che al Sit di Andria, in alcuni casi, veniva modificato il referto dello screening del donatore proveniente da Barletta, da positivo/indeterminato a negativo».

In pratica i casi in oggetto sono 11 dal 2013 ad oggi. Ovvero 11 sacche di sangue dovevano essere «gettate» a fronte di un primo screening che non dava valori certi e sicuri. In questi casi, infatti, si richiama il donatore per fare ulteriori controlli e solo allora si può capire se il sangue donato può o meno essere utilizzato.

Invece, per un errore di procedura quelle stesse 11 sacche sono state cedute al sistema sanitario per i vari utilizzi, senza il normale iter procedurale. La commissione interna, istituita dalla direzione generale della Asl Bt per accertare quanto accaduto, ha subito richiamato i donatori per gli ulteriori test di screening. Per fortuna i risultati hanno avuto esito negativo, quindi è stata accertata la non pericolosità ai fini trasfusionali, in dieci casi degli undici sospetti. Un solo donatore risulta ancora irreperibile.

Alla luce di quanto successo, il dipartimento Salute Regione Puglia ha inviato ad Andria, il Nucleo Ispettivo Regionale (Nir) assieme ad un esperto valutatore. È stata istituita anche una commissione d’inchiesta interna che è ancora al lavoro per arrivare ad accertare la paternità dell’errore. A seguito della denuncia del dottor Peres anche alla Procura di Trani, ieri c’è stato un controllo dei Nas dei carabinieri, che potrebbero tornare all’ospedale «Bonomo» anche domani . «È un episodio in via di approfondimento - dice Giovanni Gorgoni -. Non sciolgo le riserve, al di là delle rassicurazioni seguite alle prime verifiche. Per pura fortuna si è evitato il peggio. Resta la gravità di quanto successo per il mancato rispetto della procedura. Ci sarà un seguito disciplinare. Sull’accaduto ho prontamente relazionato anche al Centro nazionale del sangue (Cns) e al ministero della Salute».

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