Domenica 24 Giugno 2018 | 06:52

Il concerto a Bari

Laura Pausini, inno alla Puglia
«Adoro la vostra terra»

«adoro la vostra terra» Laura Pausini a Bari canta l'inno alla Puglia

di NICOLA MORISCO

Le primedonne vanno applaudite, soprattutto quando decidono di ritornare a esibirsi negli stadi, per giunta riempiendoli all’inverosimile. Laura Pausini, che nel 2007 allo stadio San Siro di Milano è stata la prima artista femminile italiana nella storia a portare un live in uno stadio, a distanza di nove anni ci ha riprovato registrando il sold out in tutte le quattro tappe previste nel tour italiano: la doppia di Milano, Roma e l’unica nel Sud all’Arena della Vittoria di Bari, che ha raccolto i suoi fan da diverse regioni vicine e che la cantante romagnola ha fortemente voluto.

Durante il concerto, infatti, si è parlato solo di Puglia a iniziare dal tentativo della Pausini di ripetere lo scioglilingua «ci n’gi na ma sc sciamaninne, ci non n’gi na ma sci non n’gi ni sime scienne».

All’inizio della performance, invece, ha pure chiamato al cellulare una sua fan di Lecce che, in mattinata, su Facebook aveva scritto che: «Ho aspettato due anni per rivederti dal vivo, invece un incidente mi ha costretto a rinunciare». I saluti di pronta guarigione le sono arrivati, quindi, personalmente dalla Pausini insieme a un fragoroso applauso dei circa 30mila presenti. Ma la cantante romagnola ha fatto di più. Rivolgendosi ad alcuni fan tedeschi, brasiliani e spagnoli con tanto di bandiere al seguito posizionati nelle prime file ha detto: «Dovete venire a visitare la Puglia, è bellissima. È una delle regioni più belle d’Italia, ditelo alla gente del vostro paese». Dulcis in fundo, di Puglia si parlerà in seguito del concerto anche con l’ospite d’eccezione, Giuliano Sangiorgi (voce dei Negramaro).

La Pausini sembra volere stringere virtualmente il tanto amato pubblico pugliese, accolto nelle braccia di un palco a forma di abbraccio. E il «popolo pausiniano» non ha certo lesinato applausi, urla e cantate a squarciagola per oltre due ore di concerto intonando i 45 brani in scaletta.

Lo show è di quelli ipermoderni: una struttura dal forte impatto visivo, che si sviluppa su due livelli e che si apre con due passerelle ai lati, due braccia enormi, per raggiungere il pubblico.

Ad accompagnarla sei coristi, undici musicisti e trenta performer, per una produzione internazionale che toccherà l’America, America Latina, Canada ed Europa. E poi video ad altissima definizione (875 metri quadrati di schermi), luci led e disegni laser da 30 Watt di potenza (prima volta in Europa), a incorniciare e creare atmosfere magiche e suggestive che arrivano dritte al cuore.

Lo spettacolo si apre con un monologo inedito scritto per l’occasione dallo sceneggiatore, commediografo, attore e regista teatrale e cinematografico Massimiliano Bruno.

S’inizia con Simili, title track dell’album multiplatino della Pausini. Il palco si inonda di luce, i led riflettono le impronte digitali a forma di quadrifoglio, mentre i tamburi annunciano l’ingresso della Pausini. Bianco e argento sono i colori che accompagnano l’apertura dello spettacolo, e quando Laura appare a sorpresa (dal basso del palcoscenico) è circondata dalla band in un tripudio di luce, e dai 30 performer con i quali Laura danza in alcuni quadri dello show, con coreografie di Jonathan Redavid. Il secondo brano, proposto in chiave rock, è Resta in ascolto, cui segue Innamorata, scritto da Lorenzo Jovanotti, dove si uniscono a lei 10 ballerini, per mandare in delirio tutto lo stadio. Non ho mai smesso, Il nostro amore quotidiano, Se non te, Nella porta accanto, Bellissimo così e Ascolta il tuo cuore sono la prima sequenza di brani interrotta solamente dall’emozione di Invece no. È poi la volta di La geografia del mio cammino e tanti altri ancora. Con Vivimi, Laura torna sul palco sospesa in aria su un’altalena, in un quadro scenico ispirato a Decalcomania di René Magritte. In alcuni momenti Laura è letteralmente circondata da macchie di colore, a scorrimento sia sui megaschermi che sul pavimento del palco. Poi arriva Celeste, brano che Laura canta per la prima volta al pianoforte, anticipa un momento di forte commozione su È a lei che devo l’amore, che Biagio Antonacci ha scritto per festeggiare la nascita della piccola Paola, che compare per la prima volta nei maxi schermi laterali. Dopo E ritorno da te, arriva sul palco Giuliano Sangiorgi accolto da un boato di applausi e si duetta con Sono solo nuvole. I due scherzano, si fanno i complimenti a vicenda e Laura promette che presto tornerà in Puglia, «è una regione che amo tanto». Ancora insieme per proporre un vecchio successo dei Negramaro Estate. Gran finale applauditissimo con altri successi come Incancellabile, Strani amori fino all’immancabile La solitudine.

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