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I dati della Uil

Imu e Tasi, Lecce è tra
le città più care d'Italia

lecce

STEFANO LOPETRONE
Il 50 per cento in più. Tanto costerà ai leccesi il «tax-day»: il 16 giugno scade l’«ora x» per l’acconto sull’Imposta municipale unica (Imu) e la Tassa sui servizi indivisibili (Tasi) che i proprietari di seconde case dovranno pagare. Se nel resto d’Italia il fatidico giorno costerà mediamente 535 euro, ai leccesi costerà molto di più: 806 euro, per l’esattezza. Ben 271 euro oltre la media. «È in arrivo una vera e propria batosta, Lecce si piazza addirittura tra le prime 10 città più care d’Italia», afferma il segretario generale della Uil di Lecce, Salvatore Giannetto, commentando il Rapporto Imu-Tasi 2016 appena diffuso dall’organizzazione sindacale.
Perché un sindacato - che ha come obiettivo la tutela dei posti di lavoro - si occupa anche di fiscalità locale, cioè di tassazione non direttamente collegata al costo del lavoro? «Considerato che nel nostro Paese il 76 per cento dei proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale è composto da lavoratori dipendenti e pensionati - risponde Giannetto - crediamo che non basti l’abolizione della tassa sulla prima casa per alleggerire il peso fiscale e, soprattutto, renderlo più equo».
Lecce fa parte della «flop-ten» tra i posti in cui conviene possedere una seconda casa. Ecco la classifica delle città italiane in cui il costo Imu-Tasi è più elevato (tra parentesi il costo totale, si consideri che l’acconto dovuto ora è pari alla metà): Roma (2.064 euro), Milano (2.040), Bologna (2.038), Genova (1.775), Torino (1.745), Bari (1.702), Siena (1.663), Lecce (1.612), Foggia (1.487), Padova (1.471).
Lo studio del Servizio Uil Politiche Territoriali, guidato dal segretario confederale Guglielmo Loy, consegna un’ulteriore dato di cui tener conto: Lecce supera la media nazionale anche per quanto riguarda le seconde pertinenze (chi ne possiede solo una non paga). Se è vero che la tassa sulla prima casa non si pagherà (a Lecce si risparmieranno 60 euro), però bisognerà sborsare in media 85 euro per un garage e 35 per una cantina. Anche in questo caso, più della media nazionale che si attesta a 76 euro per i garage e a 33 euro per la cantina. L’acconto Imu-Tasi va pagato anche per le prime case classificate «di lusso»: a Lecce il costo è di 1.701 euro.
Le aliquote non hanno subito rialzi, considerato il blocco imposto per l’anno in corso, ma nemmeno ribassi (questo è accaduto in tutte le città). «Senza una significativa riduzione delle imposte - dice Giannetto - e senza l’aumento del potere d’acquisto per i pensionati e i lavoratori dipendenti, troppo a lungo penalizzati, non si esce dal tunnel della crisi. Lo dice da sempre la Uil e noi vogliamo rilanciare questa richiesta da Lecce, perché la pressione fiscale in un territorio come il nostro risulta insostenibile. Il Rapporto Uil specifica che il 68 per cento dei proprietari di immobile diverso dall’abitazione principale dichiara un reddito al di sotto dei 26mila euro. Occorre eliminare le incongruenze che caratterizzano l’attuale sistema di tassazione sugli immobili, a partire da una seria revisione dei criteri che regolano i valori catastali».
A stretto giro di posta arrivano le precisazioni dell’assessore Attilio Monosi. «La valutazione è totalmente errata - dice il titolare dei Tributi - La lettura dei numeri dev’essere fatta in modo analitico, e non sommario. Il calcolo della media, infatti, si fa su campioni omogenei. Infatti, a parità di aliquota Imu, un Comune con mille immobili, dei quali 600 prime case e 400 produttivi, incasserà 700mila euro - spiega Monosi - Invece, un altro con 300 prime case e 700 produttivi incasserà un milione 200mila euro. Poichè a Lecce sono elevatissimi gli immobili produttivi, che producono un flusso Imu molto alto, è evidente che anche la media sarà molto alta». L’assessore ricorda che, però, c’è anche un alto numero di agevolazioni che, «se fossero state prese in considerazione nel calcolo, avrebbero posto Lecce nella parte bassa della classifica. Lecce è comunque una città virtuosa, fiscalmente parlando».

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