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Euro 2016

Aspettando il Belgio
Conte ha già
la sua Italia in testa

Antonio Conte, europei 2016

MONTPELLIER (FRANCIA) - L’Italia è fatta, dei dodici azzurri che la compongono uno solo la conosce: Antonio Conte. A 48 ore dall’esordio all’Europeo, contro il Belgio, il ct ha in mente la formazione da schierare a Lione. Dieci undicesimi sembrano chiari, il rebus rimane quello di attacco: chi con Pellè, Eder che ha sempre fatto coppia o Zaza provato negli ultimi allenamenti di questi giorni a Montpellier?
Le ultime indicazioni virano sul brasiliano. Ma il tradizionale segreto di ogni vigilia assume con l’attuale ct contorni da controspionaggio, e non è sorprendente viste le abitudini. Chi conosce Conte, ricorda di quando a Roma per una partita cambiò all’improvviso campo di allenamento alla sua Juve, per il timore che gli automobilisti della Tangenziale che sfrecciavano sopra l’Acquacetosa capissero. La prima partita all’Europeo, probabilmente l’apice di una carriera già ricca di vittorie, merita tutte le precauzioni. Che in realtà non sono rivolte ai media o agli avversari: Conte, da puro sacchiano, usa lo stress come leva, tiene tutti sulla corda, non fornisce indicazioni su chi gioca e chi no, neanche ai suoi più stretti collaboratori.

I punti fermi però ci sono. Sarà 3-5-2, come annunciato sino dal forfait di Marchisio. Con Buffon, il blocco juventino di difesa rappresenta le fondamenta: Barzagli a destra, Bonucci regista difensivo centrale, Chiellini a sinistra. De Rossi davanti alla difesa è la chiara indicazione di tutta la preparazione, se come ripete sempre Conte le scelte hanno per linea guida lo stato di forma. Parolo a destra e Giaccherini a sinistra sono i due interni. Per gli esterni di centrocampo, dato per punto fermo Candreva a destra, il primo ballottaggio è semmai dalla parte opposta: El Shaarawy è stato provato e riprovato, contro la Finlandia si è perfino sacrificato in posizione di terzino, ma la capacità di dribbling degli attaccanti belgi rende le fasce particolarmente vulnerabili. Conte ha intenzione di scegliere un’Italia d’attacco, di battere sui punti deboli della nazionale di Wilmots, ma non ha certo l'ingenuità di offrire il fianco a quelli forti. Così Darmian appare scelta più naturale. Resta il rebus vero: l’attacco.

Pellè è il centravanti nell’Italia ideale di Conte, tiene i difensori lontani dal supporto di gioco impedendo di andare in inferiorità numerica a centrocampo, e consente sponde e cambi di gioco in fase offensiva. Anche in questo caso gli allenamenti di Montpellier sono serviti a sperimentare quel che non era mai stato fatto durante le partite: l’intesa con Zaza, il più vivace del quintetto a disposizione. Al momento la fiducia in Eder sembra resistere. Ma solo Conte può dire.

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