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Unioni civili

Ad Andria la firma
di prima coppia gay

unioni civili, coppie gay

ANDRIA - Per celebrare le unioni civili vere e proprie bisognerà attendere ancora un pò. Nel frattempo però le coppie gay che lo desiderano potranno sottoscrivere una dichiarazione di «convivenza di fatto» - basata su «legami affettivi e di reciproca assistenza morale e materiale» -, che la legge Cirinnà ha introdotto sia per coppie dello stesso sesso sia per quelle eterosessuali. A cinque giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, i Comuni si stanno quindi attrezzando per raccogliere le richieste e procedere all’iscrizione. Tra i primi a partire, l’Ufficio anagrafe di Andria, che ieri - come annunciato dal sito gay.it e dai social - ha raccolto la dichiarazione di Nunzio Liso e del suo compagno Nicola Giuliani. “Una delle primissime coppie se non la prima in assoluto» a sottoscrivere la dichiarazione, osserva la pagina Facebook “Unioni civili e convivenze di fatto”.

«Sono andato al Comune al mattino - racconta all’Ansa Nunzio Liso - e ho chiesto di poter sottoscrivere la dichiarazione di convivenza. Il Comune era preparato alla novità e nel pomeriggio il mio compagno ed io abbiamo potuto sottoscriverla. A breve sarà registrata. Per avere però l’unione civile vera e propria bisognerà aspettare i tempi dei decreti attuativi della legge». Il decreto con le disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri anagrafici nell’archivio dello stato civile “dovrebbe essere predisposto entro il 5 luglio. Poi serviranno i pareri di Consiglio di Stato e Corte dei Conti. Orientativamente - stima Liso - si potrebbe partire tra fine luglio e settembre».
Insieme dal 2003, Liso e Giuliani, rispettivamente di Andria e Bisceglie, lo scorso maggio avevano seguito dalla tribuna dell’aula della Camera il voto finale sulla legge Cirinnà e ieri su Fb, ringraziando «la solerte funzionaria del Comune di Andria», che «ha approntato idonea modulistica per raccogliere la dichiarazione», hanno annunciato a tutti di aver dato «forza probatoria al vincolo familiare già esistente». In attesa di celebrare l’unione civile.

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