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Bari ora trattiene il fiato
serve una mossa di Noordin

serie b Bari ora trattiene il fiato serve una mossa di Noordin

di Davide Lattanzi

BARI - Dalle dichiarazioni roboanti al silenzio assoluto. Passano le ore, ma non arrivano schiarite sul futuro del Bari. Inutile nasconderlo: la città è in ansia. Allo stato dell’arte, il club biancorosso non possiede pienamente i requisiti per l’iscrizione al prossimo campionato. Le perdite di bilancio, il conflitto tra il presidente Gianluca Paparesta ed il socio di minoranza Cosmo Antonio Giancaspro sono ormai di dominio comune. Il massimo dirigente barese ha varato un aumento di capitale a 7,5 milioni da sottoscrivere entro il prossimo 21 giugno. Una mossa che servirà a coprire le perdite e approssimarsi con maggiore tranquillità alle prossime scadenze (il 24 occorrerà saldare gli stipendi di marzo, aprile e maggio) che il club dovrà rispettare per arrivare indenne alla partecipazione al prossimo torneo di serie B.

Al contempo, anche un’enorme assunzione di responsabilità da parte dell’ex arbitro internazionale che ha rigettato la proposta di Giancaspro, mirata a ripianare immediatamente le perdite e a mettere in sicurezza il club, pur certificando l’ascesa dell’imprenditore molfettese che chiedeva le dimissioni dell’attuale consiglio d’amministrazione e la sua nomina ad amministratore unico. Facile intuire che Paparesta abbia agito in tal maniera poiché convinto di risolvere al meglio l’attuale stato d’empasse. Magari perché è sicuro di poter chiudere nelle prossime ore la trattativa di cessione del 50% delle quote azionarie all’imprenditore malese Ahmad Noordin, come da contratto preliminare siglato lo scorso otto aprile.

Nel frattempo del tycoon sembrano essersi perse le tracce. L’intesa definitiva era programmata entro fine maggio, più volte si è vociferato di un imminente rientro in Italia dell’uomo d’affari asiatico (potrebbe arrivare nel weekend?) o dell’arrivo dei capitali che avrebbero dovuto consentire a Paparesta di adempiere ogni onere. L’entusiasmo scaturito da affermazioni quali «un Bari da Champions League» è ormai superato dalla preoccupazione. Sarebbe stato il caso di spiegare alla città i motivi dei ritardi (magari comprensibili data la complessità dell’affare) e rassicurare sul buon esito della negoziazione. Invece, le ultime esternazioni sono rinvenibili sul profilo facebook dell’advisor di Noordin, la legale Grazia Iannarelli, che lo scorso 1 giugno invitava a non diffidare degli acquirenti, sottolineando che la sua stessa permanenza in Malesia era motivata dalla serietà dell’operazione. Poi, più nulla.

C’è addirittura chi ipotizza che Paparesta (ora a Milano) abbia altri assi nella manica e segua piste alternative a quella malese. Voci non confermate in alcun modo, ma frutto dei timori di un popolo smanioso di conoscere il suo destino. Il centro coordinamento club «La Bari siamo Noi» e l’associazione «Barintesta» hanno diffuso comunicati volti a pretendere chiarezza dal club. L’auspicio è che l’attesa non si protragga ulteriormente. Se i tifosi, come ripetutamente ribadito, sono il centro del progetto Bari, meritano risposte. Quelle che sul campo il pubblico ha fornito laureandosi per tre anni di fila come il più presente della B.

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Commenti all'articolo

  • Demetrio Strato

    09 Giugno 2016 - 19:07

    Certo Che Paparesta si è messo in un bel guaio!!! Vi immaginate se non arriva un becco di quattrino?

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