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Venerdì 24 Novembre 2017 | 10:26

con la Gazzetta del Mezzogiorno

Editoria: a Bari da oggi
conferenza Wan-Ifra Italia

giornali stampa editoria

ROMA - Il presidente Asig Gianni Paolucci e il direttore generale Fieg Fabrizio Carotti hanno aperto oggi, nel Centro Congressi dell’Hotel Villa Romanazzi Carducci di Bari, i lavori di Wan-Ifra Italia 2016, la conferenza internazionale dell’industria editoriale e della stampa promossa da Wan-Ifra (Associazione mondiale degli editori) e Asig (Associazione Stampatori Italiana Giornali) con il titolo 'La filiera dei quotidiani fra slogan e realtà'.

A distanza di sette anni dall’edizione del 2009, Wan-Ifra Italia torna a Bari per disegnare i nuovi possibili contorni per il business editoriale. Dopo le relazioni introduttive, la prima sessione di martedì 21 giugno, 'Nuovo giornalismo e nuova pubblicità: riorganizzare lo sviluppò, inizierà con una presentazione dello scenario pubblicitario italiano coordinata da Massimo Martellini, presidente della Federazione delle concessionarie di pubblicità. Seguirà un dibattito dal titolo 'Giornalismo: produrre e valorizzare i contenutì.

Le mutate abitudini di consumo delle notizie richiedono nuovi prodotti e nuovi servizi e un ripensamento profondo dei modelli organizzativi redazionali e del lavoro giornalistico. Ne parleranno: Giuseppe de Tomaso della Gazzetta del Mezzogiorno, Claudio Giua del gruppo editoriale L’Espresso, Peter Gomez del Fatto Quotidiano, Raffaele Lorusso della Fnsi, Martina Recchiuti de L’Internazionale e Francesco Zanotti della Federazione Italiana Settimanali Cattolici. Concluderà la sessione la presentazione di alcuni tra i prodotti e servizi più innovativi del panorama italiano ed internazionale dell’industria dei quotidiani.

Mercato pubblicità tiene ma arretra su carta - «Rispetto al 2014 il mercato pubblicitario tiene (-0,5% nel 2015) anche se il suo valore attuale (6,271 miliardi) negli ultimi cinque anni si è ridotto di un quarto. Il fatturato pubblicitario dei quotidiani nel 2015 (756 milioni) si è ridotto del 6,6%. E a raccogliere più pubblicità sono le televisioni con il 58,2%, mentre ai quotidiani resta il 12%». E’ quanto si legge nel rapporto sull'industria italiana dei quotidiani nel 2016, realizzato dall’Asig (Associazione stampatori italiani giornali) e dall’Osservatorio tecnico 'Carlo Lombardì.

Secondo l’indagine, «anche se nel primo trimestre 2016 c'è una piccola ripresa del mercato pubblicitario complessivo, la stampa continua ad arretrare: -4,6% per i quotidiani, -3,9% per i periodici». Quanto alle "nuove abitudini di consumo dei media nel panorama internazionale, i dati indicano indicano che una consistente fetta degli investimenti pubblicitari verrà spostata sui dispositivi mobili». Secondo 'inMobì e 'Globalwebindex', citati dal rapporto, i consumatori trascorrono in media due ore e 14 minuti al giorno sui dispositivi mobili, contro gli 81minuti della tv, i 70 del pc, i 44 della radio e i 33 del quotidiano. Inoltre il 79% dei possessori di smartphone, consultano il loro terminale entro 15 minuti dal risveglio. Quanto all’occupazione, il numero dei poligrafici al 31 dicembre 2015 è di 3.771 (-334 rispetto al 31 dicembre 2014), con una retribuzione annua lorda media di 40.799,16 (-3% rispetto al 2014). Il numero degli stabilimenti di stampa (66) è rimasto invariato rispetto all’anno precedente, mentre a fermarsi è stata una rotativa: al momento sono 115 quelle installate, la cui capacità produttiva è di 3.850.000 giri-cilindro all’ora (-0,8% rispetto al 2014).

Fnsi: editori verso un lavoro senza diritti - Per il segretario della Federazione nazionale della stampa (Fnsi), Raffaele Lorusso, «la stragrande maggioranza delle imprese editoriali» si sta «avventurando in un’area in cui il lavoro non ha diritti». 

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato che i giornali devono diventare più interessanti per i lettori e più appetibili per la pubblicità, migliorando la qualità dei loro contenuti. "E' vero - ha detto Lorusso - che i giornali, almeno quelli di carta, devono cambiare. Tutti gli analisti concordano sul fatto che le notizie spariranno dai giornali di carta che diventeranno luogo di analisi, approfondimento, a metà fra il racconto e il reportage».

«Tutto questo, però - ha rilevato - è difficile realizzarlo in un contesto in cui la parola d’ordine degli editori è ridimensionare, tagliare, ridurre organici e retribuzioni. Quindi bisogna ripartire dall’elemento centrale di questo sistema che è il giornalista e il suo lavoro. Il giornalista deve diventare punto di riferimento di una comunità di lettori e di consumatori di informazione. Ma per farlo deve essere adeguatamente remunerato».

«Tutto questo - per Lorusso - è assolutamente inconciliabile con la crescente precarietà indotta e quasi incentivata, ricercata dalla stragrande maggioranza delle imprese editoriali che ritengono che la ricetta sia ridurre progressivamente l’area del lavoro dipendente, per avventurarsi in un’area in cui il lavoro non ha diritti. Il lavoro giornalistico, così come il lavoro in generale, non può essere senza diritti».

«E' questa la ragione per cui - ha concluso il segretario Fnsi - abbiamo posto al primo punto, nel confronto con gli editori per il rinnovo del contratto di lavoro, l’occupazione e l'inclusione contrattuale di quanti oggi esercitano la professione con continuità, sono lavoratori strategici per molte aziende editoriali, ma non sono assolutamente inquadrati e versano in uno stato di inammissibile precarietà».

Domani terza sessione - I lavori riprenderanno domani 22 giugno alle ore 9.30 con la terza sessione, dal titolo 'Tecnologie e riorganizzazione: il futuro è quì. L’innovazione tecnologica ed organizzativa rimane fondamentale nell’ottica di creare maggiore efficienza nella filiera produttiva e maggiore sinergia tra i suoi attori. Dopo una rassegna delle novità tecnologiche emerse dalla Drüpa 2016 di Dusseldorf seguiranno relazioni sul tema 'Tecnologie, automazione e materiali di consumo: a che punto siamo?', nelle quali stampatori dall’Italia e dall’estero presenteranno le proprie esperienze nell’utilizzo delle tecnologie.

La sessione si concluderà con un panel di discussione sulla realtà italiana, dal titolo 'Riorganizzare il network di stampa: cambiare si può?'. L’Asig presenterà un modello di simulazione dei costi di stampa, con l’obiettivo di evidenziare le attuali criticità ed i possibili recuperi di efficienza nella filiera produttiva. Tutti i soggetti della filiera stessa - redazione, stampatori e sistema logistico - si confronteranno su questo tema. Il confronto con il pubblico concluderà la sessione.

La Conferenza Wan-Ifra Italia sarà anche l’occasione per illustrare la Ricerca Annuale dell’Osservatorio Tecnico Carlo Lombardi, con la sua mappa anagrafica di editori, testate, centri stampa, concessionarie e agenzie di informazione, e i dati statistici più aggiornati dell’industria editoriale e della stampa italiana. Hashtag dell’evento: #wanifra2016.

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