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anche 19 indagati

Trani: Gdf arresta
dipendente comunale
Danno erariale per 2 mln

Guardia di Finanza

TRANI - Militari della Guardia di finanza e agenti della Digos di Bari hanno arrestato a Trani un dipendente comunale e notificato 19 avvisi di conclusione delle indagini preliminari a alcuni amministratori, ex dirigenti del Comune e imprenditori. L’inchiesta, secondo gli inquirenti, ha disarticolato una presunta associazione per delinquere che avrebbe distratto ingenti somme dalle casse del Comune di Trani, alterando le procedure contabili del Comune e interferendo nell’iter di affidamento dei servizi comunali.
Dagli atti risulterebbe che in alcuni casi le aziende affidatarie di servizi avrebbero fatturato importi maggiori e al momento del pagamento degli stessi il sistema informatico avrebbe confermato gli impegni di spesa nonostante non fossero quelli approvati. 

UN COSTO DI 2 MILIONI - Sarebbe costato circa due milioni di euro alle casse del Comune di Trani il presunto sistema fraudolento nell’affidamento di servizi pubblici da parte dell’ente locale scoperto dalla Digos e dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari, che ha portato oggi all’arresto di un dipendente comunale e alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 19 indagati.

ARRESTATO E INDAGATI - In manette è finito l’istruttore contabile dell’ufficio ragioneria del Comune di Trani, Sergio De Feudis, 56 anni. L'uomo dovrà rispondere di associazione per delinquere in concorso con altri due pubblici funzionari, l’ex dirigente della polizia municipale Antonio Modugno e Edoardo Savoiardo, dell’ufficio appalti. De Feudis è anche accusato, a vario titolo, di peculato, concussione, falso in atti pubblici, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e corruzione.

DUE FILONI DI INDAGINI - L’indagine di poliziotti e finanzieri è nata nell’ambito dell’inchiesta che, nel dicembre 2014, portò all’arresto dell’ex sindaco di Trani Luigi Riserbato (a capo di una giunta di centrodestra) per la presunta esistenza di un sistema affaristico nella gestione politica e amministrativa della città. Oggi è arrivata anche la notifica dell’avviso di conclusione dell’inchiesta a 19 indagati.
Si tratta di due filoni paralleli, quello politico- affaristico, emerso nel dicembre 2014, e l’altro di una parte della macchina amministrativa comunale che, con a capo De Feudis, avrebbe messo su un sistema fraudolento che prevedeva l'illegittimo affidamento in proroga di appalti pubblici, per lo più nei servizi di vigilanza e attacchinaggio. Con questo sistema, secondo gli inquirenti, sarebbero stati favoriti determinati fornitori e cooperative, i cui compensi sarebbero stati gonfiati rispetto agli impegni di spesa alterando il sistema informatico. Secondo l’accusa, De Feudis avrebbe preteso dai fornitori che gli versassero parte delle somme corrisposte dall’ente facendo intendere che, se così non fosse stato, non ci sarebbero state più proroghe o ulteriori affidamenti.

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