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L'assemblea di oggi

Bari calcio, Paparesta non molla
e «rifiuta» 4 mln di Giancaspro
Altro rinvio: «7,5 mln entro il 21»

La società decide di ricapitalizzare ma non mette soldi. Giancaspro all'attacco: non è stata messa in votazione la mia proposta

Paparesta Giancaspro

Nuova puntata nella guerra interna al Bari: Paparesta non molla e pur di non farsi soffiare la società dal socio di minoranza, arirvato con un assegno di 4 milioni di euro, decide di ricapitalizzare fino a 7,5 milioni da sottoscrivere in azioni entor il 21. Morale: un nuovo rinvio.

I fatti. L’assemblea straordinaria dei soci, riunita stamattina a Terlizzi (Bari) nello studio del notaio Titti D’Alesio, su proposta del presidente, Gianluca Paparesta ha deliberato un aumento di capitale sino a 7,5 milioni di euro. Il Bari - è scritto in una nota del club - ritiene di aver adottato «una soluzione che garantisca tutte le parti direttamente o indirettamente interessate, ivi compresi l'azionista di minoranza ed i creditori, su proposta del suo Presidente, ha deliberato di non optare, come pure avrebbe potuto, all’azzeramento del capitale sociale che avrebbe visto così annullare tutte le azioni». Per Paparesta l’obiettivo è "costituire un substrato economico superiore rispetto a quello attuale, che permetterà alla società di avere maggiore solidità anche nel prossimo futuro». 

Il Bari, come specificato nella nota emessa al termine dell’assemblea straordinaria, ha previsto "l'emissione di un numero di azioni del valore corrispondente (a 7,5 milioni di euro, ndr) con termine finale per l’adempimento di tutte le formalità al 21 giugno 2016, sì da coprire ampiamente le perdite provvisoriamente registrate e predisporre una solida base economica su cui programmare le iniziative future». Per farla breve, tutto (ancora) rinviato. Paparesta, oltre a annunciare che non rilascerà dichiarazioni ai media fino alla fine della procedura di aumento di capitale, ha ribadito che «si dedicherà, come sempre ha fatto, a programmare e costruire un futuro sportivo e societario che si auspica possa garantire grandi soddisfazioni all’intera tifoseria».

Ma l'altra parte non rinuncia a starsene in silenzio. E spiega subito perchè. Per il socio di minoranza del Bari calcio, Cosmo Giancaspro, la decisione del presidente Gianluca Paparesta «di procedere ad un aumento di capitale senza contestuale sottoscrizione» può portare alla «paralisi gestionale» della società e impedire «qualsiasi programmazione per la prossima stagione». Lo scrive Giancaspro in una nota nella quale spiega di aver proposto all’Assemblea straordinaria l’aumento del capitale sociale a 4,9 milioni, con sottoscrizione contestuale da parte sua dell’importo complessivo di 4,4 milioni. Questa proposta - rileva Giancaspro - «non è stata presa in considerazione, né messa in votazione da Gianluca Paparesta».

L’imprenditore spiega di aver proposto agli azionisti di adottare le seguenti decisioni: «riduzione del capitale sociale da 2 milioni a zero, in conseguenza delle perdite accumulate dall’attuale gestione fino al 30 aprile 2016; contemporaneo aumento del capitale sociale a 4,9 milioni, con sottoscrizione contestuale da parte del socio di minoranza per l'importo complessivo di 4,4 milioni; definitiva riduzione del capitale sociale alla somma di 2 milioni, in modo da ripianare definitivamente le residue perdite di 2,9 milioni e ripristinare la medesima misura del capitale sociale preesistente alle perdite accumulate dall’attuale gestione».
La ratio di questa proposta per Giancaspro «avrebbe consentito il salvataggio di F.C. Bari 1908 spa mediante un iniziale investimento a capitale della somma complessiva di 4,4 milioni da parte del socio di minoranza ed era funzionale alla volontà di quest’ultimo di eliminare definitivamente le condizioni di cui all’art. 2447 del Codice Civile, determinate in via esclusiva dalla gestione del dott. Gianluca Paparesta, e mettere in sicurezza la società in vista di tutti i successivi adempimenti, a cominciare da quelli già in corso per l'ammissione al prossimo campionato».

La proposta, «sebbene regolarmente formulata, verbalizzata e supportata dall’emissione di un assegno di importo tale da ricostituire integralmente il capitale sociale» - dice Giancaspro - «non è stata presa in considerazione, né messa in votazione da Gianluca Paparesta».

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