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È «targata» Mesagne la biga di Ben-Hur

L'opera realizzata dai fratelli Magrì

È «targata» Mesagne la biga di Ben-Hur

«Ben Hur» nella sale ad agosto parla anche...mesagnese. Lo deve ai fratelli Gabriele e Vittorio Magrì che hanno collaborato con Makinarium di Leonardo Cruciano e che adesso, a poche settimane dall’uscita nelle sale, possono parlarne liberamente.

«Questa bella e significativa esperienza professionale l’abbiamo vissuto nei mesi di febbraio, marzo e aprile dell’anno scorso a Roma - dicono -. Non è stato un lavoro in proprio: siamo stati contattati da Leonardo Cruciano per lavorare nel suo laboratorio allestito a Cinecittà. La sua "Makinarium" - spiegano - è attualmente l'azienda italiana più attiva nel campo degli effetti speciali cinematografici, televisivi e teatrali e per noi è stato un vero onore collaborare con lui, tra l'altro pugliese come noi». E spiegano come siano di «Makinarium, ad esempio, gli effetti dei film "il racconto dei racconti" di Matteo Garrone con Salma Hayek e Vincent Cassel, “The tourist” con Jonny Depp e Angelina Jolie, “Mangia, prega, ama” con Giulia Roberts, “Angeli e demoni” con Tom Hanks e - appunto - "Ben-Hur" di Timur Bekmambetov con Morgan Freeman al quale abbiamo preso parte - aggiungono -lo scorso anno. Makinarium ed il suo folto team internazionale è stato incaricato di costruire le bighe per la famosa scena della "corsa", una scena complessa che ha richiesto mesi di riprese».

Ed i fratelli Magrì, a questo punto, scendono nei dettagli: «La produzione Metro-Goldwyn-Mayer e Paramount ha investito moltissimo in questa scena cruciale del colossal - dicono -. Il nostro contributo a questa lavorazione è consistito essenzialmente nella realizzazione delle scocche in vetroresina delle bighe e della loro rifinitura. La costruzione delle bighe di Ben-Hur e di Messala è stata particolarmente impegnativa per via dei numerosissimi dettagli estetici e della robustezza richiesta considerati gli scontri che dovevano subire sul set».

«È stato un lavoro molto delicato poiché la vetroresina richiede una procedura meticolosa ed una particolare attenzione alla temperatura/umidità - aggiungono -; i tempi inoltre erano strettissimi tanto che abbiamo dovuto lavorare 11 ore e mezza al giorno in due occasioni. Il risultato finale però ci ha ripagato di tutti i sacrifici - commentano -; un giorno siamo stati perfino sul gigantesco set a Pomezia dove è stato interamente ricostruito il Circo Massimo per le scene della corsa. Abbiamo finalmente potuto vedere “recitare” le nostre bighe trainate da veri cavalli che sfrecciavano fino a 70 km orari!».

D’accordo: quel «nostre» la dice tutta. «Quando diciamo “nostre” intendiamo chiaramente il lavoro di almeno 50 persone - proseguono -. Per “Ben Hur” abbiamo inoltre creato molte armi finte come lance, pugnali e bastoni per le scene di combattimento. Scusateci se non possiamo scendere troppo nei dettagli ma la security americana era molto attenta affinché non ci fossero scatti fotografici o fughe di notizie prima dell’uscita del film prevista...».

In definitiva, com’è stata quest’esperienza? «L'azienda di Leonardo Cruciano ci ha stupiti per la sua altissima professionalità: bravissimi scultori, supervisori preparati e gentili, formidabili pittori e formatori, coloro che fanno gli stampi - dicono -. Ci ha colpiti anche la loro attenzione alla nostra sicurezza sul posto di lavoro e all'ambiente: infatti la vetroresina è un materiale estremamente tossico. Gran parte dei teatri e laboratori di Cinecittà sono stati impegnati nella lavorazione del film con circa 400 persone. Non era la nostra prima volta a Cinecittà, dal '98 ad oggi sono state decine le occasioni lavorative ma non eravamo mai stati due mesi interi di seguito; ci ha fatto piacere riscoprire una certa vitalità tra gli studi e notare le diverse scolaresche giunte da tutta Europa che quotidianamente visitavano questa fabbrica dei sogni. Potevano ammirare ancora i set de "Il nome della rosa", "Gangs of New York", "Rome", ecc. In quello stesso periodo, sempre con Makinarium, abbiamo realizzato alcuni effetti per il film “Zoolander 2” di Ben Stiller. Si trattava di ali meccaniche e corona indossate poi da un modello nella scena della sfilata di moda».

Ma questi effetti speciali possiamo vederli? Non tutti, ma «attualmente abbiamo aperto il “Museo Fantasy - Arte ed Effetti Speciali” ad Ostuni, in via Cattedrale, dove esponiamo gli effetti speciali realizzati nei film - dicono Gabriele e Vittorio Magrì -. Fiction, programmi televisivi ma anche le opere d’arte fantasy attraverso le quali esprimiamo concetti profondi e spirituali in cui la gente si immedesima completamente e si emoziona. È un museo itinerante che dopo la tappa di Mesagne 2015 (oltre 2.300 visitatori) ed Ostuni fino al 10 Luglio 2016, si sposterà a Lecce dal 13 Luglio al 10 Settembre 2016».

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