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inchiesta petrolio

Periti: ok a lavori
di adeguamento centro Eni

Rifiuti: traffico in centro Eni di Viggiano, cinque arresti

Il costruendo centro oli della Total a Tempa Rossa

POTENZA - I consulenti della Procura di Potenza hanno valutato positivamente le proposte di adeguamento di alcune parti del Centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni, dove la produzione - pari a circa 75 mila barili al giorno di petrolio - è ferma dallo scorso 31 marzo in seguito all’inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata.
La valutazione dei consulenti potrebbe portare in tempi brevi a un provvedimento della Procura per il dissequestro temporaneo delle due vasche e di un pozzo di reiniezione.

Il provvedimento di dissequestro permetterebbe all’Eni di realizzare le modifiche proposte dalla stessa compagnia petrolifera. In prospettiva, in tempi che sono ancora da quantificare, l’estrazione del petrolio in Val d’Agri e il trattamento del greggio nel centro oli di Viggiano potrebbero riprendere, col ritorno al lavoro di centinaia di persone.
Intanto, nell’ambito del «filone siciliano» dell’inchiesta, i pm Francesco Basentini e Laura Triassi hanno ascoltato altre due persone - il dirigente ministeriale Enrico Pujia e il capitano di vascello Raffaele Macauda - in relazione alla vicenda che ha portato alla proroga di Alberto Cozzo a commissario dell’autorità portuale di Augusta (Siracusa). 

ENI: BENE PER LA SOLUZIONE - La valutazione positiva dei consulenti della Procura di Potenza sull'adeguamento di alcune parti del centro operativo Val d’Agri (Cova) di Viggiano (Potenza) - dove dal 31 marzo scorso non vengono più trattati 75 mila barili di petrolio al giorno - rappresenta la base per una «soluzione» che è «auspicabile possa essere accolta dalla magistratura per permettere la riapertura dell’impianto».
Lo si è appreso da fonti dell’Eni, con la società che resta "in attesa del giudizio di merito, confidando che potrà chiarire la correttezza del suo operato». Dalla compagnia petrolifera è arrivata la sottolineatura che «il parere favorevole sull'istanza di dissequestro presentata da Eni prevede una modifica dell’impianto tale da permettere comunque la reiniezione dell’acqua di strato». Eni (le fonti hanno precisato di non aver ancora ricevuto «alcuna notifica formale") darà «la massima collaborazione alla magistratura» per ottenere «quanto prima chiarezza sulla vicenda» e giungere «al più presto al riavvio delle operazioni».

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