Cerca

il monumento

Memorial di pietra e acciaio
per le vittime dell'estate '43

monumento a foggia

di LORITA BRUNO

FOGGIA - Si intitolerà “Pietas” il monumento ai caduti dei bombardamenti del ‘43. Il bozzetto dell’opera è stato presentato nella Pinacoteca “9cento” alla presenza del sindaco Franco Landella, del Comitato per il monumento presieduto da Alberto Mangano, dal direttore dell’Accademia Belle Arti Pietro Di Terlizzi e dal presidente della stessa Francesco Andretta. Un monumento che racchiude forti richiami ai tragici eventi bellici che videro la città di Foggia nella «tragica estate» sotto un cielo di bombe. L’opera, come ha ricordato il primo cittadino, sarà collocata all’ingresso del nuovo terminal del piazzale della stazione Fs. Un monumento di 27 metri, sul quale troneggia la scritta “Non dimenticare mai”. A realizzare l’opera il docente dell’Accademia e scultore Cristian Biasci.
«La scritta sarà in più lingue, in quanto rappresenterà tutti i Paesi che hanno partecipato al secondo conflitto mondiale. La scelta dei materiali non è stata casuale: l’opera è costruita su un piano inclinato su cui poggiano 5 cunei, come i 5 mesi delle incursioni dei bombardamenti americani su Foggia, a partire da quella del 28 maggio. I blocchi sono in cemento e pietra, materiali duri come le ferite inferte sulla città. Sui cunei saranno incise le date dei bombardamenti. Sulla superficie del monumento una sorta di giardino pensile, per regalare il senso della vita e della ricerca della pace. Fra i cunei partirà l’illuminazione, le stesse cavità saranno profonde circa un metro. Perché abbiamo denominato il monumento Pietas? Per trasmettere quel senso di rispetto per tutte le famiglie che hanno perso i loro cari in quella fatidica estate del ‘43. Anche il piano inclinato ha un senso, ricorda i binari ferroviari divelti dalle bombe, così come tutte quelle vite spezzate fra le macerie», dice l’artista.

Il direttore dell’Accademia, Di Terlizzi, ha precisato: «Per la nostra comunità artistica, contribuire alla realizzazione di tale monumento rappresenta un onore, la nostra scuola ha ormai improntato il suo corso sull’importanza della creatività in maniera più modera e partecipativa. Pensiamo all’installazione del cavallino rosso in piazza San Francesco; le nostre iscrizioni sono in crescita, con studenti provenienti anche dall’estero».
I tempi di consegna dell’opera ha specificato il primo cittadino non dovrebbero essere lunghi, la “promessa” è quella di poter inaugurare il monumento il 28 maggio del prossimo anno. L’idea di poter realizzare un’opera a ricordo delle vittime dei bombardamenti è nata già nel 2012, grazie al Comitato per il monumento, formato da semplici cittadini legati alla città e alla sua storia, che ha inteso con tale richiesta lasciare alle nuove generazioni che non hanno patito gli orrori della guerra, una sorta di testimone, affinché resti memoria dell’immane ferita.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400