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Vandalizzato il santuario
Perrone: «Ecco gli imbecilli»

scritte sul Santuario di San Filippo Smaldone

LECCE - Ancora scritte sui muri di un edificio di pregio del centro storico leccese. Ieri è toccato al Santuario di San Filippo Smaldone (nell’ex Chiesa delle Scalze, in piazzetta Mariotto Corso, vicino a porta San Biagio) essere imbrattato con la vernice rossa. E’ comparsa la scritta: «Ricchi, sbirri, fasci, via dal centro».
Le reazioni indignate non si sono fatte attendere. A partire da quella del sindaco di Lecce. «Eccoli, di nuovo, gli imbecilli - ha scritto, senza mezzi termini, Paolo Perrone su Facebook - Una scritta con vernice rossa sul muro del Santuario di San Filippo Smaldone, un bene preziosissimo del nostro patrimonio artistico. Un messaggio stupido in un gesto altrettanto stupido, che è un pugno in un occhio della città e dei leccesi. Ora, io sono indignato. Voi lo siete? Me lo auguro. E coloro i quali in questi giorni si sono indignati per lo sgombero dell'asilo occupato, cioè per un'azione inevitabile di ripristino della legalità - ha concluso - sono indignati almeno allo stesso modo?».

Tra l’altro, nei giorni scorsi il Comune di Lecce, attraverso l’assessore all’Ambiente Andrea Guido, ha preannunciato che si costituirà parte civile contro le due giovani, immortalate dalle telecamere a imbrattare altri muri del borgo antico.
Parla di «codardia» dei responsabili il deputato Roberto Marti: «Agli autori di questo scempio rivolgo solo una domanda: sareste stati ugualmente felici di imbrattare le pareti di casa vostra? - chiede il parlamentare leccese - Non c'è cosa peggiore della codardia di chi, nascondendosi dietro l'inciviltà, non ha il coraggio di esprimere un'opinione, mettendoci la faccia. La prossima volta, scrivete il vostro nome, almeno dimostrerete di assumervi la responsabilità delle vostre azioni».

Infine, il consigliere regionale Saverio Congedo: «Ci risiamo, ancora una volta la bellezza della città barocca viene sfregiata dai “soliti noti” - commenta Congedo su Facebook - Un altro monumento offeso da scritte vandaliche vergognose che ci auguriamo non restino impunite. Ma soprattutto vogliamo sperare che si levi finalmente un coro di condanna unanime, che condanni senza mezzi termini e apertamente questo continuo vilipendio alla nostra comunità. Una condanna forte non solo dal mondo politico, ma anche da certi ambienti accademici difensori del bene pubblico solo a corrente alternata, una condanna anche da tutti gli agguerriti commentatori di facebook e dai praticanti stregoni, che hanno sempre la formula magica in tasca quando si tratta di sollevare questioni di interesse cittadino. Facciano sentire - conclude Congedo - il loro dissenso».

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