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A Potenza

Sesso con minori adescati
sui social: prete a giudizio

Don Calderaro sospeso: altre tre persone finiranno sotto processo

Sesso con minori adescatisui social: prete a giudizio

C'è anche un sacerdote, don Antonio Calderaro (di 49 anni), tra le quattro persone rinviate oggi a giudizio dal gup di Potenza con l’accusa di aver fatto sesso con minorenni: il prete finì agli arresti domiciliari (e poi sospeso «a divinis» dal vescovo della Diocesi potentina di Tursi-Lagonegro) il 21 aprile 2015, nell’ambito di un’inchiesta della Procura del capoluogo lucano sull'adescamento di minori, attraverso i social network, poi pagati per consumare atti sessuali.
La prima udienza - sono stati rinviati a giudizio anche altre tre persone, Rizwan Muhammad, Giancarmelo Varasano e Vincenzo Casanova - si svolgerà a Matera il prossimo 13 luglio: secondo quanto si è appreso, per tre di loro i legali chiederanno il patteggiamento (la richiesta era già stata presentata nel corso dell’udienza preliminare e poi respinta). Per altri quattro indagati - Gino Montinari, Tommaso Tullo, Umberto Sorrentino e Attilio Dalessandro - giudicati invece con il rito abbreviato, sono state disposte pene comprese tra i due anni e due mesi e due anni e otto mesi, e sono state riconosciute le attenuanti generiche.
Le misure cautelari (tre arresti domiciliari e cinque obblighi di firma) furono eseguite dai Carabinieri della compagnia di Policoro (Matera): gli incontri sessuali, infatti, sarebbero avvenuti nei pressi dei lidi di Rotondella e Nova Siri (Matera), sulla costa ionica lucana tra il 2012 e il 2013. In almeno uno dei casi esaminati dagli investigatori il minore aveva meno di 14 anni: le indagini sono iniziate proprio in seguito alla denuncia della sorella maggiorenne del ragazzo, insospettita e preoccupata dagli incontri del fratello con persone conosciute sui social. Immediatamente dopo l’esecuzione delle misure cautelari, il vescovo della Diocesi di don Calderaro - parroco della chiesa di San Giuseppe, a San Costantino di Rivello (Potenza) - sospese «a divinis» il prete, esonerandolo anche dalle funzioni e da ogni altra attività sacerdotale.

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