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polemica a taranto

«Boicottiamo la Cdp
Non può acquisire l'Ilva»

marescotti Ilva

TARANTO - Si è costituito a Taranto, su iniziativa di Peacelink, il Comitato «Ilva non con i nostri risparmi - Comitato disinvestimento da Cdp (Cassa Depositi e Prestiti». Si tratta di una «campagna di boicottaggio e di disinvestimento che ha lo scopo di dissuadere i vertici della Cassa Depositi e Prestiti dal proseguire nella strada intrapresa». Il riferimento è alla manifestazione di interesse avanzata per l’acquisizione dell’Ilva. «Il Comitato - è detto in una nota - promuove la campagna per raccogliere e diffondere dichiarazioni di cittadini che non vogliono investire nei Buoni fruttiferi postali, i cui soldi andrebbero all’Ilva nel caso in cui Cdp entri nella cordata per rilevare Ilva».
Secondo Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, «lo statuto della Cassa Depositi e Prestiti non consentirebbe un’operazione di questo genere, dato che il denaro gestito da Cdp proviene dai risparmiatori postali e dovrebbe rispondere ai criteri sociali che escludono l’investimento in aziende decotte e in perdita, come l’Ilva».

La Cassa Depositi e Prestiti «nell’annunciare la disponibilità di unirsi ad un’eventuale cordata per l’acquisizione dell’Ilva - osserva l’ambientalista - ben sapeva che tali condizioni non esistevano e che anzi il mercato mondiale dell’acciaio soffre di una crisi tale da fare registrare perdite persino nel colosso mondiale dell’acciaio Arcelor Mittal, che ha chiuso il bilancio 2015 con una perdita di ben 7,9 miliardi di dollari. Persino la Cina sta riducendo la propria produzione di acciaio per la crisi». Molto «meglio - conclude Marescotti - sarebbe un uso sociale della Cdp per la creazione di un fondo di riconversione per i lavoratori dell’Ilva e per l’avvio di attività economiche alternative che possano impiegarli durevolmente».

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