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Avvocato in sciopero dell'insulina
«Vengano ispettori in tribunale»

sede tribunale di Lecce

La sede del tribunale di Lecce

GALLIPOLI (LECCE) - «Da questa mattina ho interrotto l’assunzione di insulina ed ho trasmesso al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, la formale denuncia di diniego di giustizia (inoltrata anche al presidente dell’Ordine degli avvocati di Lecce) perché predisponga un’ispezione ministeriale al Tribunale di Lecce per accertare le responsabilità che hanno causato un caso di abnorme disfunzione della giustizia». Lo ha spiegato nel corso della conferenza stampa tenuta a Gallipoli l'avv.Giuseppe Mazzeo. Questi, con la sua protesta, vuole denunciare come da una controversia relativa ad una richiesta di proroga per la ultimazione dei lavori di sopraelevazione di un muro di confine, si è arrivati a pronunce giudiziarie «assolutamente estranee alle regole logiche e giuridiche» che hanno inciso negativamente sulla vita del suo assistito; nei confronti del legale, invece, sono stati fatti due deferimenti al Consiglio di disciplina dell’Ordine degli avvocati.

«L'unico modo che mi è rimasto per difenderlo, è lasciarmi morire», ha detto. L’avv. Mazzeo, invitato da un medico ed alcuni giornalisti a interrompere temporaneamente la sua scelta, attivando uno sciopero della fame anche per trovare il tempo tecnico necessario per giungere ad una soluzione, ha spiegato: «verrei meno all’impegno che ho preso per affermare i principi di legalità e giustizia. È un impegno che ho assunto con molta difficoltà, come è facile capire. Però, non ho chiesto al Ministro cose impossibili da farsi in breve tempo, ma solo la semplice assicurazione che verranno inviati gli ispettori presso il Tribunale di Lecce. Una volta ricevuta, riprenderò a fornire al mio organismo quanto necessita visto che il mio pancreas non lo produce più».

«Da una controversia di pochissimo conto - ha detto Mazzeo -, una richiesta di proroga per la ultimazione dei lavori di sopraelevazione di un muro di confine, siamo purtroppo giunti ad una teoria molto lunga di provvedimenti giudiziali, peraltro tutti consequenziali che hanno aggravato moltissimo sia sotto il profilo giudiziario, sia economico Walter Raho», suo assistito.
Nel corso dei vari giudizi - ha spiegato l’avvocato - mi sono stati comminati due deferimenti al Consiglio di disciplina dell’Ordine degli avvocati per una presunta violazione del dovere di probità e lealtà nello svolgimento della mia attività difensiva nei confronti di Raho. A meno che non ci siano degli accadimenti successivi a questi deferimenti, io prima o poi sarò obbligato a difendermi dinanzi alla commissione di disciplina per affermare le mie ragioni e spiegare i motivi per cui ho dovuto fare ricorso per tre volte consecutive alla ricusazione, che io ho dovuto per forza esercitare per evitare che il mio assistito fosse giudicato da una persona assolutamente parziale».

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