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Gdf nella sede del club: nessun indagato

Bari, inchiesta della procura
su ricapitalizzazione società

Il pm Dentamaro ha aperto un fascicolo: militari del nuclo di Pt inviati per acquisire carte

Bari, inchiesta della procurasu ricapitalizzazione società

Giovanni Longo
Massimiliano Scagliarini


BARI Il «giallo» della ricapitalizzazione della Fc Bari 1908 non è più solo materia per chiacchiere da bar dello sport o contese tra i soci del club. Si muove la Procura di Bari. Il Pm Giuseppe Dentamaro ha aperto un fascicolo iscritto a «modello 45», ovvero senza ipotesi di reato né indagati. E giovedì, a 24 ore dalla partita che avrebbe potuto regalare ai biancorossi il quarto posto, ha mandato i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale di Bari nella sede della società biancorossa.
I militari hanno acquisito documenti relativi alla tanto discussa convocazione dell'assemblea dei soci, fissata per il 3 giugno per ripianare le perdite. In sede giovedì c'era anche Gianluca Paparesta, sentito dai finanzieri nella veste di persona informata sui fatti. Il presidente del Bari calcio ha risposto alle domande degli investigatori sui passi che ha mosso una volta emerse le perdite.
Quello della Procura è una sorta di «mandato esplorativo». A maggio 2015 la Procura di Bari aveva già aperto un fascicolo conoscitivo, affidato all’allora procuratore aggiunto Anna Maria Tosto (oggi Procuratore generale di Bari), che mirava a verificare se fossero stati compiuti reati in relazione all’asta fallimentare per l’acquisto del titolo del vecchio Bari dei Matarrese. Quel fascicolo, come noto, si era chiuso senza ravvisare irregolarità, e aveva ricostruito come Paparesta aveva creato la nuova società: 7 milioni di euro provenienti in primis da Infront ed Mp Silva, due società su cui la Finanza ha già redatto diverse informative sugli affari di alcuni padroni del calcio italiano. E a Milano c’è il concordato preventivo di Suissegas, lo sponsor che aveva promesso a Paparesta un milione e mezzo di euro e non ha versato un centesimo.
La nuova iniziativa «esplorativa» della Procura è partita diverse settimane fa. Ma proprio negli ultimi giorni è scoppiata la lite tra Paparesta e il socio di minoranza Giancaspro, che si è dimesso accusando l’ex arbitro di non aver convocato nei termini di legge l’assemblea straordinaria necessaria per dar corso alla ricapitalizzazione della società. Il Bari ha un capitale sociale di 2 milioni e debiti per 4,6: quando le perdite superano un terzo del capitale sociale, l’articolo 2447 del codice civile impone di intervenire proprio per mantenere la continuità aziendale. Nel caso del Bari, il capitale sociale oggi è negativo e dunque il ripristino richiederebbe un versamento da parte dei soci pari all’ammontare dei debiti. L’iniziativa della Procura di Bari sembrerebbe non collegata alle liti tra soci, anche se nel comunicato stampa di mercoledì Giancaspro aveva annunciato «ogni opportuna azione giudiziaria» a tutela dei suoi diritti di socio di minoranza.

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