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cirinnà a potenza

«Sulle unioni civili
non si torna indietro»

Monica Cirinnà

POTENZA - «Abbiamo messo nel conto che una legge così importante e attesa dal Paese per oltre 30 anni abbia avuto, e continuerà ad avere, degli oppositori». Lo ha detto la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, nel pomeriggio a Potenza - a margine di un convegno su «Unioni civili, stepchild adoption, contratti di convivenza. Tutela dei diritti e ruolo dell’avvocato», promosso dall’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) - rispondendo alle domande dei giornalisti che le chiedevano un commento alle parole del cardinale Angelo Bagnasco.
«Penso - ha proseguito - che nessun italiano vorrà tornare indietro, se raccoglieranno le firme si faccia il referendum, e finirà come é già finito per il divorzio e per l’interruzione volontaria di gravidanza, con una conferma di buone leggi inclusive e piene di dignità».

Ai giornalisti che le chiedevano se la legge sia un’apertura alle ipotesi di «utero in affitto», la senatrice ha risposto di volersi «rifiutare di usare una parola così insultante per le donne: è inoltre vietata in Italia e perseguita dalla legge. Nessuno introdurrà questa tecnica di procreazione assistita: abbiamo un grande problema culturale e sanitario, l’Italia é un Paese a bassissima natalità e nessuno vuole affrontare veramente il problema della sterilità, ma la legge sulle unioni civili non tocca in alcun modo la legge 40 o le tecniche di procreazione. E’ solo un modo per dissimulare la contrarietà al riconoscimento delle coppie omosessuali».

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