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valle d'itria

L'«autovelox»
della discordia

autovelox

CISTERNINO - Autovelox sì, autovelox no, succede in Valle d'Itria e da qualche settimana in città non si parla d'altro. Come se il rispetto delle norme del codice della strada nella piccola comunità della Valle d'Itria potesse godere di una sorta di immunità. Eppure, di questi tempi, la sicurezza stradale è un concetto che dovrebbe essere a cuore a tutti indipendentemente dalle preferenze politiche e dai facili luoghi comuni.
A Cisternino, invece, accade che il sistema di rilevazione elettronica della velocità abbia irritato e non poco i residenti, quasi a voler affermare la propria indipendenza dal rispetto di norme previste sull'intero territorio nazionale che, su due strade d'accesso al paese considerate ad alta densità di traffico (sono quelle utilizzate per chi arriva da tutti i paesi limitrofi) fino a pochi giorni fa fissava il limite a 50 chilometri orari.

Iniziato in modo sperimentale sul finire dello scorso anno il servizio è diventato effettivo soltanto da poche settimane, giusto il tempo di registrare circa 4.500 sanzioni - secondo i soliti bene informati - ed una media giornaliera superiore al centinaio.
Giovani e non, conducenti distratti e poco abituati al rispetto dei limiti di velocità su tratti di strada scelti dalla Prefettura per il tramite della Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale, sentito il parere vincolante dell'organo proprietario della strada, non si sono adeguati ma hanno vissuto il tutto come fosse una diabolica macchina vessatoria allestita nei confronti dell'utenza della strada.

Nel frattempo in tanti hanno continuato a percorrere quei due tratti di strada a velocità di gran lunga superiori a quella consentita. La tipologia della installazione realizzata ha riscontrato, senza tema di smentita, un abbassamento della velocità media dei transiti perchè, è innegabile, il sistema ha funzionato anche da deterrente incrementando la sicurezza nei tratti di strada oggetto del monitoraggio delle telecamere.
Senza dimenticare che queste ultime, assicurando anche il controllo continuo dei transiti producono maggior sicurezza perchè di fatto funzionano alla stessa maniera di un impianto di tele video sorveglianza. Ove necessario le forze dell'ordine possono controllare minuziosamente i flussi dei veicoli in entrata ed in uscita dal territorio.

All'origine dell'iniziativa la volontà di aumentare la sicurezza stradale attraverso un efficace sistema di prevenzione, e di conseguente repressione, di quelle condotte di guida pericolose per la sicurezza stradale dell'intera comunità. In paese, invece, in tanti hanno vestito i panni della "vittima" privata del piacere di spingere sull'acceleratore fino a velocità, in alcuni casi, anche superiori ai 120/130 km/h!
In queste settimane sono state alimentate e cavalcate ad arte polemiche per raggiungere scopi sociali diversi da quello della sicurezza stradale. Si narra anche di come un genitore abbia potuto accorgersi delle «fughe» notturne delle proprie figliole che di notte diventavano frequentatrici di locali ubicati nei paesi vicini, o di chi si sia giocato lo stipendio di un mese per far fronte alle sanzioni elevate sempre ad un figlio. C'è anche chi è riuscito a prendere due sanzioni in soli 4 minuti o chi ha già raggiunto un numero di "multe" in doppia cifra.
Proprio in queste ore la Provincia di Brindisi, proprietaria dei due tratti di strada, con decreto di qualche giorno fa ha elevato a 60 km/h il limite sui due tratti interessati perché possa essere rispettato il comma 1 del articolo 142 del C.d.S che impone un limite «Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana». [Roberto Longo]

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