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Martedì 23 Gennaio 2018 | 19:09

quadretti selvaggi

Un «look» malese
per la nuova Bari
«made in Asia»

quadretti selvaggi

di ALBERTO SELVAGGI

Tutto è impermanente. Perciò dobbiamo accettare anche la nuova veste della Bari. Dopo la missione del presidente a Kuala Lumpur non è più tempo di felpe biancorosse all’americana, berutto al Borghetti sugli spalti e galletti in campo. Perché le intese con Noordin Ahmad, il Tigrotto di Mompracem, cucciolotto nostro (carezzine e smack-smack), con gli imprenditori e i politici malesi hanno determinato concessioni doverose allo stile asiatico.
I nostri calciatori, lo avrete notato ieri durante il vittorioso 2-3 di Brescia-Bari, sono diventati molto più olivastri, grazie a una massiccia somministrazione ormonale mutuata dal compianto Michael Jackson. Sono stati già quasi tutti sottoposti a cantopessi, che nell’elevazione della commessura esterna della palpebra inferiore stira gli occhi a mandorla. Tuttavia il sindacato si è opposto all’«operazione di accorciamento» degli arti inferiori. Mah.

Il copricapo classico biancorosso del FC Bari 1908 viene convertito dal Premiato Cappellificio Neo-Malese di Binetto nel conico songkok tradizionale, detto peci in italiano, che Tigrotto Ahmad porta in lungo e in largo. Lo stanno indossando un po’ tutti i componenti della società, compreso «il Papa» (abbreviazione che sta per Gianluca Paparesta). Esentata soltanto l’avvocatessa del tycoon orientale: Grazia Iannarelli infatti, detta «Lady Marianna» del Sandokan, secondo un sondaggio Coxa (azienda di ricerche cinese, copia della Doxa) commissionato dagli ultras Stonati Bari, ma pagato dai riccastri Alcol Bari, è risultata «la donna più desiderata dal tifoso barese medio». Medio, non arrapato. Per cui nessuno vuol depauperare il suo sex-appeal.

La divisa biancorossa del sostenitore verrà completata dai tipici baju melayu (camicia-pantalone) e sampin (foulard attorno ai fianchi), per la cui produzione si è aggiudicata l’appalto la Tessile Nuova Malysia di Putignano. «Il Papa» tuttavia è stato obbligato (glielo ha chiesto Noordin Ahmad in persona) a portare, in segno di rispetto, mutande malaysiane (bruttissime) con il sole, la mezzaluna e le strisce biancorosse, che per destino ricoprono larga parte della bandiera dello stato.
Fogli locali (se ben rammentiamo, il Carrassi News) hanno scritto di «lezioni gratuite di galateo con bacchette, sovvenzionate da Kuala Lumpur per i tifosi baresi», dal 3 giugno nelle pescherie-ristoranti di Ciccill ‘u Gnore. Ma di accertato c’è soltanto il corso di sputo dagli spalti, lancio di Peroni e bestemmia da scomunica con diti medi introdotti nel cavo orale, là nell’Oceano Indiano, per i frequentatori degli stadi malesi, che vengono giudicati inesperti e ingenuotti. Nonché il sì di Antonio Cassano all’incarico di nuovo allenatore della Pasukan bola sepak kebangsaan Malaysia, la nazionale di calcio malese. La sua prolusione (abbiamo il testo in anteprima) ai gialloneri sarà dedicata a: «Tuzzo carpiato all’arbitro».

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