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Tap, al via i lavori
Consegnati incarichi
a ditte appaltatrici

Gasdotto, in una lettera a Tap l’ipotesi approdo alternativo

BARI - Come era stato annunciato una settimana fa dal country manager per l’Italia del gasdotto Trans Adriatic Pipeline (Tap), Michele Elia, sono cominciate le attività per la realizzazione della condotta che porterà in Europa, attraverso la Puglia, il gas dell’Azerbaijan.

Oggi, fanno sapere dalla multinazionale, c'è stata la consegna formale dei lavori alle ditte appaltatrici e i lavori sul campo cominceranno con la gradualità che caratterizza questa fase di avvio dei cantieri. Si comincia con le attività per la bonifica dagli ordigni bellici e i sondaggi archeologici lungo il tracciato del gasdotto che approderà a Melendugno nel Salento.

Il sindaco di Melndugno, però, contraddice il Tap. «Stamani era annunciato il primo ciak di un film surreale annunciato in pompa magna nei giorni scorsi a Bari, ma finora il set è stato disertato». Contrariamente a quanto asserito dalla società Tap, per il sindaco di Melendugno, Marco Potì, i lavori di cantierizzazione del gasdotto non sarebbero di fatto iniziati. In contrada Fanfula, nei pressi del cimitero di Melendugno, questa mattina non si sono viste ruspe, né camion o tecnici.

«I lavori in realtà non riguardavano la cantierizzazione concreta dell’opera - ha precisato Potì - perché per poterlo essere devono fare le operazioni previste dai decreti ministeriali che sono leggi dello Stato e che prevedevano ben altre operazioni rispetto a quelle annunciate. Non possono decidere di iniziare dove vogliono, facendo quello che vogliono, in quanto non hanno rispettato alcuna della prescrizioni previste dai decreti che condizionavano la validità degli stessi».

Il sindaco ricorda che il termine ultimo fissato nell’Autorizzazione unica per dare inizio ai lavori è quello del prossimo 16 maggio. «Ad oggi non abbiamo notizie di proroghe. Vedremo cosa accadrà nelle prossime ore. Noi continueremo a vigilare» ha concluso Potì, annunciando poi la possibilità di ricorrere all’autorità giudiziaria «perché valuti se si tratti di un comportamento lecito o non lecito». 

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